2003
racconto
di Riccardo Cecchetti

 

 

'Labirinto', pietra posta in facciata del duomo romanico di San Martino, a Lucca.

A lato, la scritta in latino, riporta:
'Questo è il labirinto costruito da Dedalo cretese,
dal quale nessuno che vi entrò poté uscire,
eccetto Teseo, aiutato dal filo di Arianna'.

 

1.
comportamenti sconosciuti della loro relazione fino ad ora nemmeno le sue cosce in bocca con te troppo bella di bianchezze inconfessabili sarebbe un vero peccato a confonderti anima mia no non è assolutamente vero ma so fare ben poche cose è una semplice questione estetica perché di fronte alla rivoluzione hanno paura l'esatto istante in cui apriva i suoi lunghi occhi di lama e lo stesso è con i luoghi magari per pigrizia della sua guarigione tanto per ovviare e sì che un tempo era bravo in queste cose era e nel momento sbagliato ti vuole a tutti i costi far bere un orzo? senza che io continui ad annoiarti la solita fredda mattina di marzo la si vede poi pavoneggiarsi agitando un semplice incidente di percorso non vedo l'ora di prendere un'aspirina ed infilarmi a letto e lui se ne accorse quel tanto che basta per definitivamente sciogliersi di merda te lo chiedo ancora una volta ma serve davvero ? la vecchia gag di Totò nella quale schizza d'inchiostro un elegante signore al tavolo di un ristorante sole malato affanna fango che scorre resistere a quella misurata sensualità di movenze inizia a colorare il tutto di una noiosissima pedanteria che a lungo andare risulta profondamente sconcertante atteggiamento da checca molto magro questi sì e non è cosa da poco conto quando si parla di eleganza come dire che cosa cazzo ci stiamo a fare qui volutamente portato al di là dei suoi confini fino a spogliarsi della menoma possibilità speranza sarebbe così facile per te e non dite che non lo avevo detto! sgonfiate l'impasto lavorandolo con le mani cena e musica dal vivo ogni giovedì per avere i ricci sempre sotto controllo i sintomi c'erano tutti – ma serve davvero?

 

2.
– Ma non mi dire! guarda tu che combinazione! – quelli dell'ufficio entrate quasi si muovono a commozione cerebrale precipita in una buca messa lì apposta per lui in mezzo a un campo proprio per lui – stai diventando stronzo ultimamente non trovi? – semplice questione di buon senso – Prese un'aspirina l'ultima della scatola oggi il mio stile è non avere stile un'altra cosa un titolo ci vorrebbe un titolo – Si accese svogliatamente una sigaretta. – beh che dire ultimamente ricevo più multe che lettere d'amore – (…..) - quell'uomo dicevo dovrebbe pure scorgere qualcosa invece si limita ad un come te la passi vecchio mio le sembra una cosa sensata? succedono cose a dir poco strane perbacco alle volte sono i luoghi stessi - in tal caso le navi - come spiegare? – pronto, ciao sono io (...) come stai? (...) ah (...) tutto bene, però, mah, niente di particolare, volevo sentirti, forse (...) (breve pausa a far intendere che lei sta parlando) (...) no scusa, ho sbagliato, non ho proprio niente da dirti e, a buon conto, nemmeno mi andava di sentirti, va beh, ci si vede prossimamente. – oggi il mio stile è non avere stile e altro non siamo che disperati fragili pinocchi a scoprire che la balena e la fata sono una sola cosa sono nôtre dame des fleurs nostra signora di vecchiezza tristi sere da perdersi in lacrime tanto che l'assedio della sua assenza è inevitabile per quanto tu riesca a non pensarci per quanto e sorride in uno di quegli istanti che non danno scampo non danno e lo stesso è con i luoghi pallide venezie alla deriva la ditta appaltante ha facoltà di risolvere il contratto mediante semplice raccomandata con messa in mora di quindici giorni – ma serve davvero?

 

3.
– è normale quello che mi dice il sonno come dire il sonno in situazioni del genere deve semplicemente coglierla di sorpresa coglierla di sorpresa coglierla di sorpresa coglierla di sorpresa, poi ne possiamo riparlare magari per farvela più facile un sorriso basterebbe un sorriso appena accennato basterebbe e questo ormai lo sapete anche troppo bene intanto continuano a sparare lacrimogeni dappertutto l'aria è sempre più irrespirabile e ci dobbiamo ritirare la prima distinzione relativa al concetto di libertà è antica quanto lo è la riflessione filosofica occidentale inizia a colorare il tutto di una noiosissima pedanteria che a lungo andare risulta congelata in fretta scomodo tarlo fastidioso più che ricostruzione storica indifesa gravida esiziale maia di indicibili derive come dire perché non darci del tu? magari per scherzo magari – più che di depressione che in ogni caso non escludiamo parlerei di ansia di paura incondizionata di perdere il controllo anche se ormai cade ogni cosa repentino cambiamento mettere definitivamente ordine intorno ai (…..) mettere un frigorifero al bagno non male come idea – , sul retro colori più caldi forse dopotutto la solita storia a ripetersi quasi maniacalmente tanto per ovviare logore stanche amnesie sul retro dicevo un uomo col cappello cammina la vecchia strada e ferrovia parliamoci chiaro come sotto? una bomba di quelle rotonde da cartone animato con la miccia a ripetersi alla deriva non pensarci per quanto sorride in uno di quegli istanti da perdersi in lacrime di vecchiezza – perdersi – anche per cause atmosferiche o impreviste è di umorismo che si dovrebbe parlare – ma serve davvero?

 

4.
l'uso di prodotti non specifici per i vetri può produrre l'arte del gusto diciamocelo una storia d'amore tra ingredienti di qualità e alta pasticceria diamo lavoro agli italiani per assistere ogni volta alla nascita del piacere per non perdersi in millenni di storia – così una eresia ridisegna l'universo – negli ultimi anni sono stati introdotti nuovi tipi di interferone (poco brillante oggidì ma splendida in altri periodi) si è aperto il gioco ma queste condizioni non esistevano già cinquanta o cento anni fa? una volta tanto avranno pure il diritto di scegliere il proprio destino comprando prodotti surgelati o puliti già pronti da cuocere oppure che prodotti dalla vita breve e intensa non possono essere venduti da mentalità rigide l'inaccettabile ed iniquo intervento in materia previdenziale dall'esperienza professionale franke nasce una nuova gamma di forni e la cantante Bessie Smith vende la stratosferica (per l'epoca) cifra di due milioni di copie ci sarà certo una ragione profonda per cui sua moglie non la vuole più ci si provveda di camicia marrone a manica corta e bermuda beige con tasche alla francese e coulisse, sì, perfino casanova impazziva per il pizzo è la moda volant prima di prendere un lassativo leggi questi consigli far correre gli affari senza muoversi dal centro da lunedì non si parlerà d'altro lui era grasso e flaccido friabili leggeri e preziosi per il tuo benessere vi risponderanno con un sorriso enigmatico ma una posizione del governo non esiste e la partita è ancora tutta da giocare indipendentemente dalla stagione – erano altri tempi forse e il rospo rimase rospo malgrado la forza degli eventi un caffè ed un bicchiere d'acqua un euro e venti (duemilaequattrocento lire) ma stiamo tutti impazzendo?– ma serve davvero?

 

5.
l'inaccettabile ed iniquo intervento a ripetersi quasi maniacalmente finito di leggere il leggibile del giornale non ho altro da fare che guardarmi intorno concetti nomi categorie sottilità sottigliezze destrezze patrimoni fetidi opportunisti quando fingono un rinnovato interesse per il metodo fetidi deragliando forse il sospetto di una conclusione – ma serve davvero? – fetidi a buon conto per noi è l'esatto contrario tanto che gli imbecilli quasi non li vediamo più, non li vediamo, (qui la virgola era inevitabile) quasi basterebbe un minimo accenno basterebbe quel poco per trovare una via di uscita anche scomoda perché no (…) come dire avete capito avete senza che stia a spiegarvi beneamati lettori più furbi del dovuto non vorrei rideste di me rideste – accese l'ennesima sigaretta senza amore sapendo di non scherzare e non venite a dirmi che non ve ne eravate accorti – e altro non siamo che povere venezie in fiore ad inventar passioni dimenticando oscure acque–cancheri alla gola timide venezie alla deriva (acque allagòla) – schiarite previste sin dal primo pomeriggio la foschia dicevo rendeva ogni contorno più vago e tutto sembrava doversi dissolvere di lì a poco schiarite previste sin dal primo pomeriggio roma costretta ad aspettare – in ordine di distanza da destra a sinistra bicchiere con spazzolino e dentifricio a coprire lo specchio collirio antistaminico scatola di aspirina non effervescente deodorante dopobarba tre bic usati e lui che ti fa? si sorprende, ogni volta, della propria avvilente ripetitività i prezzi degli immobili crollati negli ultimi quattro anni – un pendolo che si rinnova ogni anno – non basta concentrarsi sui bisogni del viso – ma serve davvero?

 

6.
è bello di tanto in tanto poter cedere a lusinghe rivoluzionarie ad esempio dolci impalpabili lusinghe quello che basta per riuscire a vomitare e non è sempre così facile un tango dicevamo – ¡una volta era un'orgiastica diavoleria oggi è un modo di camminare! – no basta non ne posso più – basterebbe un menomo segno di vita intelligente basterebbe ecchèmadonna! i soliti fetidi inopportuni pronti sempre senza un briciolo di amore a farti perdere il filo ma perché mi chiedo non scopano di più? non dico chiavare con tutto quello che ne consegue basterebbe un misera scopata ogni tanto a 14 ore dall'esplosione una bambina dodicenne è stata estratta viva dalle macerie la bambina stava cenando venerdì sera insieme al padre e a un fratello in uno dei ristoranti al quinto piano dell'edificio fumo anche questo/ vento che ha fame/ (…) forse è meglio un sorriso di tenerezze accennato o addirittura provate il dolce sapore di una passera a noleggio se ci riuscite/ ti ho sognato bianca balena bianca a consumarti in sudate notti d'amore ruttanti cuori allo sbando il prodigio signora mia ma prima lasciate che vi descriva questo naufragio da non crederci proprio roba danòn credere come dire al principio fu il naufragio poi – tanto per finire un becero straripante moralismo da quattro soldi – ma ci si stanca a volte di descrivere cessi o grasse sfatte signore di mezza età con una certa predilezione per la ruota anteriore destra sì ormai sai tutto non ci resta che stare sul chi vive – ogni domenica è la stessa cosa che forse a Pinocchio sarebbe bastato prendere a quattr'occhi la fata e dirle I will prefer to not? i sintomi c'erano tutti nella nebbia a perdersi – ma serve davvero?

 

7.
scrive Evtu_enko chi è felice – scrive – non guarda gli orologi – scrive – sono gli orologi che guardano chi è felice – scrive – un quarto alle (…) Un'altra volta (…) una terza (…) vomitare e non è sempre così facile al quinto piano – dove andate quest'anno in vacanza? senza un minimo di pietà – ma serve davvero? – scusami ma me lo chiedo sperando che a questo punto ci si possa senza imbarazzo dare del tu far finta di niente come dallo schifo assoluto della borghesia – tutto qui? – e ti pare poco? – ore dieci circa (come dire minuto più minuto meno) dove l'amore non era adulto e ti lasciava graffi sui seni perché di fronte alla rivoluzione hanno paura un po' di bellezza cristo santo ma cosa cazzo chiedo di così straordinario è da qui che dovrebbe partire ogni rivoluzione un po' di bellezza cristo santo chiedo poi tutto questo? – nel politico non è un eroe– e questo si sapeva da tempo sono gli orologi che guardano chi è felice e gli armonici indugiavano nell'aria è terribile imparare bene le cose che poi nemmeno ci provi più il gusto ci provi e ti annoi persino a giocarci e ci vorrebbe un diO di tanto in tanto a raschiare le nostre gole malate di noia ci vorrebbe del resto è solo letteratura (?) – poche donne sanno scrivere – è perché non si masturbano o almeno lo fanno quelle poche – forse – no è assolutamente vero non si può saper scrivere senza masturbarsi – il solito uomocolcapellocammina lentamente nella nebbia a perdersi annaspando nella nebbia di bianchezze inconfessabili – del resto è solo letteratura (?) come scoprire che il presidente del Torino è quello che ha ucciso Gigi Meroni! – tra sé pensò – ma serve davvero?

 

8.
e scusami se ne parlo ma è una stanca sera di vecchiezze questa una stanca malinconica serata d'amaro in bocca come mille altre valutare il trascorrere di mezzo minuto dicendo via e alt al momento opportuno sbucciare un'arancia Annibale è alle porte con i suoi indimenticabili elefanti ammaestrati accorrete numerosi accorrete e cominciarono a arrivare i lacrimogeni una pioggia fittissima di lacrimogeni per cui istintivamente tutti cominciarono a scappare non è il reperto a far nausea è che gli si dia la caccia Annibale comportamenti sconosciuti fino ad ora mi diverte l'inaugurazione del santuario chi non ne parla facendo battute è fesso (anche chi legge) – scandali, testimonianze e curiosità, in regalo il conte delle astuzie – prima che scatti il divieto tra proteste e polemiche – ma serve davvero ? poter sopravvivere a stupri prolungati quello che basta a prosciugarti l'anima a prosciugarti che poi vai a pesarti e scopri che hai perso tre chili mica uno! l'eterno andirivieni di piccole automobili a volte bianche a volte grigie (molto raramente verdi) inizia a colorare il tutto di una noiosissima pedanteria un uomo col cappello cammina la vecchia strada e ferrovia parliamoci chiaro come sotto? vi scongiuro non arriviamo a questo già si è fatta abbastanza letteratura non trovate? che cristo morì mal volentieri (mal volentieri) che ci volete fare dopo tutto sono un incorreggibile nichilista sono – cogliere soltanto qualche accenno di parola per poi alzarmi e dirigermi alla cassa per pagare e l'affabile padreeterno lassù trasognante tremebondo frastuona fulminiesaette ormai a vuoto allora? boiadiundìo! Come la mettiamo? – ma serve davvero?

 

9.
mais nom de dieu de juterie de foutre! dentro ci sono tutte le fotografie di quello che succedeva quel suo continuo perdersi in guerre non sue non sara' un grande successo, ma una buona melodia per orfani di tutto scrive il mio amico Giovanni e forse ha ragione sicuramente ha ragione test cutanei (prick test) con allergeni inalanti positivi verso i pollini di paritaria graminacee oleacee cupressacee (cipressi quasi sicuramente) non li stiamo mica minacciando con le pistole di non entrare messinscena dello straniamento _ si tratterrà per molto? _ il tempo di qualche lacrima sà la stagione è quella che è non si può pretendere poi più di tanto _ per arrivare allo scontro che lavora nel simbolico di passato e presente il volatile pianta grane, il volatile si attarda, zoppica qua e là, si posa, si addormenta perfino e ronfa l'uomo platealmente colpì con la mano sinistra le natiche di una passante forse per noia magari un'ultima disperata richiesta di aiuto è a questo punto che entra in gioco Dorothy Parker erano gli anni venti e dovevamo essere smarty non ero che una ragazzetta ebrea che tentava di fare la spiritosa – questa è l'ultima volta che guardo l'orologio ora non lo guarderò più sono le sette e dieci – la lingua della scrittura letteraria non è mai innocente e naturale – demistificazione ovvero critica illuminismo ovvero etica materialismo ovvero rivoluzione qui i termini di una possibile sovversione moderna – le scene dipinte su tela per la decorazione dei soffitti sono di carattere allegorico – ihr seid juden? – la pelle va trattata con formule minimaliste abbattendo un portico la confettura di melanzane sta bene con i caprini freschi in una distanza che non è – ma serve davvero?

 

10.
le masse, questa leggiadra paroletta moderna – Shakespeare si gettò per terra tenendosi la testa tra le mani imprecava e singhiozzava gli afferrò il polso e lo tirò verso di sé nella fossa ed il barocco in certe occasioni diveniva quasi una necessità (tra l'infinite altre) né più né meno di questo caldo – ritardi ogni volta più pressanti ed ingiustificabili – tanto da ridursi a fare letteratura – ostinarsi a fare letteratura – saper rimandare minuziosamente senza possibile scarto di errore ogni gesto anche il più insignificante Pound non avrebbe mai pisciato in un lavandino diresti in ogni caso e lui ormai stanco di anni appeso in una gabbia che ti scrive i pisan cantos – beauty is difficult – niente niente di meglio – un vero poeta lui – (…) come dire a uno che non scopa probabilmente hai l'aids probabilmente – il preservativo usalo in ogni caso e allora, strisciante insulsa squallida pornografia (…) cosce leggermente a strofinarsi in impalpabili fruscii di seta sempre le solite stanche e vecchie gags – malgrado non fosse religioso cominciava a dare ragione a Giovanni di Patmos in merito al conto finale dei salvati – poche migliaglia, erano anche troppi, non c'era dubbio –come dire non aspettatevi troppo dall'apocalisse – tanto da scorgere quella flebile, lancinante magrezza – noi anarchici siamo i perdenti perché abbiamo scelto di perdere perché il potere ogni volta che ci è toccato lo abbiamo scagliato dalle mani – quel suo cedere continuamente a tiepide lusinghe rivoluzionarie aveva proprio voglia di piangere aveva e la rivoluzione poteva aspettare magari con una giornata di sole sarebbe stato tutto più facile sarebbe stato un po' di bellezza cristo santo – ma serve davvero?

 

11.
e non è che abbia pudore, no, è una semplice questione estetica (?) lasciamoci almeno quei due o tre dubbi la scongiuro è terribile imparare bene le cose potrei morirne è da qui che dovrebbe partire ogni rivoluzione –bisogna semplicemente prenderlo per quello che è – che poi nemmeno ci provi più il gusto ci provi sul retro colori più caldi – forse – dopotutto la solita storia a ripetersi – ma lei, esattamente che cosa fa nella vita?
– sono ricco di mio, tanto per non dirle di farsi, una volta tanto, i cazzi suoi – ostentata incapacità di uscire dal proprio ruolo (vedi tu; marito affettuoso, padre esemplare, ardito amante, morente piangente, gemiti al fante) cammina basso come quell'uomo là sì proprio quello lì in fondo alla strada un uomo cammina. Idea per un romanzo (o almeno per il suo inizio): Augusto F. è da circa dieci anni opportunamente sposato con Cristina B. che lo tradisce con il suo migliore amico, Ermanno L. del quale Augusto (omosessuale represso) è segretamente innamorato da sempre, per consolarsi scopa per qualche spicciolo il suo giardiniere tale Lazlo K. (di un imprecisato paese dell'est) che nel frattempo ha una relazione segreta con la figlia diciottenne di Ermanno, tossicodipendente da quando aveva sedici anni, la poverina è costretta da Lazlo a prostituirsi (e così a seguire….) domenica prossima si va tutti allo stadio, potete starne certi, ormai forse appena più in basso, come di antichi ovali, masserizie di morenti fatui amori, passioni senza nerbo, tutto qui, talvolta dorati. Solita – per quanto (?) – stanza (e tutti attoniti a chiedersi, per quanto tempo ancora?) spaurite naufraghe anime a divorarsi l'un l'altra – ma serve davvero?

 

12.
esercizi psichiatrici (in linea di massima) dettagliatamente descrivere cambiamenti d'umore insofferenze dubbi prestazioni straordinarie leggerezze frivolezze piaceri panico angosce ansiogeni (inattaccabili dal caro vita) paniere ormai definitivamente incontrollabile insanabili dubbi asfissie spossatezze lievi cefalee erezioni spontanee indotte detumescenze manicaretti ormai sempre più rari alle porte frustrazioni fallimenti rimorsi affannati giramenti di coglioni (necessario, quasi vitale, un definitivo ritorno alla normalità) come dire prendere il topo per le corna (ammesso che ne abbia) e chi più ne ha – dico io trentasei euro di medicine, e questi stronzi che una settimana sì ed una no ci riprovano col decretone salva–calcio o salva–vacche che poi è la stessa cosa – trentasei euro di medicine – sbanda di vecchiezza scartando sulla destra, è un maestro in questo, dettagliatamente sbanda di amore nella tiepida umidiccia caligine – ti chiamerò alla cinque, cara. non avrebbe dovuto dirlo – io non gliel'ho chiesto, parola, non gliel'ho chiesto – laide vecchie megere incartapecorite grondanti cosmesi gradatamente a sfaldarsi strisciante insulsa squallida pornografia – ma serve davvero? – distrattamente si arriccia la barba quasi senza accorgersene – picaresche panacee del volgare difficili o meglio impossibili da spiegare ombelico-frammento d'anima convinti che basti una semplice stretta di mano, che basti Maia di indicibili e sconfinati dolori indifesa gravida esiziale Maia di apparenti derive sono il più abile dei pezzenti e qui non ci piove finalmente qualcosa di prima mano su cui sparlare – Il deserto dei tartari – da non leggere mai – settembre 1978 – ma serve davvero?

 

13.
il tuo cuore, forse, quando sei morto sei morto e poi ognuno annuì gravemente fissando quegli occhi iniettati di sangue ma quell'accostamento polemico che ognuno può scorgere sui muri è un potere pubblico un atto di indirizzo politico mi sembra che potremmo farlo anche noi – chiuse gli occhi e abbassò la testa due volte compunto (ade) occhi segreti, segreti occhi scrutatori – l'esatto istante in cui apriva i suoi lunghi occhi di lama neri – lunghi occhi che di certo non perdonano – ti tocca nel più profondo la bellezza di quindici diciassette anni fa – era un bel tocco di donna aveva parecchi numeri a quel tempo, peccato, peccato davvero e al diavolo tutto il resto – tenne gli occhi gravemente abbassati finché tutti li seguirono fuori nelle stanze laterali – ma ci cazzo si crede di essere, Joyce? – probabilmente – un povero scemo, proprio un povero scemo – dopo tutto va preso per quello che è – era un bel tocco di donna aveva parecchi numeri a quel tempo, cominciò a piangere silenziosamente tra sé – chi è quello accanto a loro? nel politico non è mai stato un eroe – era formidabile ieri sera, disse – o forse tutto il giorno a battere a macchina che ha un tale mal di testa pigro gorgo paludoso liquido e quanti quattrini si fanno dagli impenitenti imbecilli tutto questo è vero che cresceva lungo il muro con tanto di tacca (una al mese) ma cos'è poi? Evoca naturalmente tutte le atrocità curioso che i topi non stridano mai – non sappiamo che farcene – raggi di luce che si muovono senza amore senza terra senza moglie sui nostri piatti macchiati di sugo – scusami ma me lo chiedo sperando che a questo punto ci si possa senza imbarazzo dare del tu – ma serve davvero?

 

14.
nettatela squamatela infilatele nel ventre le erbe odorose fissatela allo spiedo con un sottile filo metallico o con uno spago umido origliatela – bene, bravo! applausi prolungati ininterrotti applausi a scena aperta sentiamo di avervi trattato piuttosto ingiustamente – vana canzonatura – le masse, questa leggiadra paroletta moderna – 1932, in marzo la figlia comincia a dare segni di un forte esaurimento nervoso ma gli si è fermato l'orologio ed il senso olfattivo nei cani da caccia che scoprono le tracce della selvaggina è un senso grossolano e del tutto embrionale se paragonato al fiuto di Bakunin quando si trattava di scovare denaro benché piccoli e leggeri sono molto potenti ma attenzione è un film bello? NO! ma attenzione pericolo politico religioso sociale l'intera vicenda processuale giocata ed espressa nel registro di una grande felicità narrativa, la politica lungimirante – come non si può chiedere che a perdonare siano i familiari delle vittime e arrivano le cose orrende poi le cose feroci – nel suo paradigma tutto è uguale tutti sono uguali è uguale ogni responsabilità e una colpa è uguale all'altra – due opposti che solo una pessima letteratura unisce gironzola una certa accettazione di tutto e di tutti (unica salvezza, etica dello straniamento) – il tempo di qualche lacrima sa la stagione è quella che è non si può pretendere poi più di tanto – batti il piede in terra, papà, spingi la suola delle tue scarpe di para verso il centro della terra – cullati dalla cenere e da quel fuoco che un giorno era un bel tocco di donna aveva parecchi numeri aveva – ma serve davvero?

 

15.
è stato visto domenica pomeriggio a zonzo con trentasei euro di medicine – ogni domenica è la stessa cosa, occhi che perdono la traiettoria – chiuse gli occhi e abbassò la testa due volte compunto (ade) occhi segreti, segreti occhi scrutatori – ogni domenica è la stessa cosa è un senso grossolano e del tutto embrionale gente sempre pronta a vivere per procura che accetta e si obbliga per se medesima e/o persona o ente da nominare – ogni domenica è la stessa cosa la fortuna va aiutata – se davvero quello che dice Bruno sulle altre finestre è vero vogliamo perderci l'occasione di guardare il passato – vispa e sempre pronta a esibirsi in gorgheggi ha l'abitudine di salire a grande altezza per poi tuffarsi magari per me è diverso e potrete anche bestemmiarmi davanti potrete, perché no? ha battuto con forza le mani sperando che il rumore li inducesse a fuggire un altro ha fatto il seguente commento ma perché catturarli e ammazzarli e potrete anche bestemmiarmi davanti potrete perché no? – ogni domenica è la stessa cosa sbanda di vecchiezza scartando sulla destra è un maestro in questo dopo tutto va preso per quello che è o forse tutto il giorno a battere a macchina quel "noi", che impiegavo allora con insistenza, non era soltanto un "pluralis humilitatis", se così è lecito dire è una semplice questione estetica perché di fronte alla rivoluzione hanno paura l'esatto istante di cui sopra – ogni domenica è la stessa cosa ma serve davvero? gente sempre pronta a scrutare anche il più impercettibile spostamento del collo – è stato visto domenica pomeriggio a deragliare sbanda di vecchiezza e siamo alle solite e magari la stagione è quella che è – ma serve davvero?

 

16.
scrive Evtu_enko chi è felice – scrive – non guarda gli orologi – scrive – sono gli orologi che guardano chi è felice e scusami se ne parlo ma è una stanca sera di vecchiezze questa una stanca malinconica serata d'amaro in bocca – mais nom de dieu de juterie de foutre! dentro ci sono tutte le fotografie di quello che succedeva quel suo continuo perdersi le masse, questa leggiadra paroletta moderna Shakespeare si gettò per terra tenendosi la testa tra le mani imprecava e singhiozzava e non è che abbia pudore, no, è una semplice questione estetica (?) lasciamoci almeno quei due o tre dubbi la scongiuro è terribile imparare bene le cose è vero, vogliamo perderci l'occasione di guardare il passato – vispa e sempre pronta a esibirsi in gorgheggi ha l'abitudine di salire a grande altezza cambiamenti d'umore insofferenze dubbi prestazioni straordinarie leggerezze frivolezze piaceri panico angosce ansiogeni sono il più abile dei pezzenti e finalmente qualcosa di prima mano su cui sparlare il tuo cuore forse quando sei morto sei morto e poi ognuno annuì gravemente fissando quegli occhi iniettati di sangue bene, bravo! applausi prolungati ininterrotti applausi a scena aperta sentiamo di avervi trattato piuttosto ingiustamente vana canzonatura è stato visto domenica pomeriggio a zonzo con un bel tocco di donna quella misurata sensualità di movenze (ammesso che ne abbia) inizia a colorare il tutto di una noiosissima pedanteria che a lungo andare risulta profondamente tiepida umidiccia lei che ama il casino per il casino…gli hanno ripreso le palpitazioni…teniamo socchiusa la porta e facciamo tre turni…questa ragazza vuole salvare il prigioniero – ma serve davvero?

 

17.
senza orologio ho perso la nozione del tempo – sono gli orologi che guardano chi è felice, scrive – le chiedo ancora una volta di rispondere alle mie domande, la collaborazione renderebbe meno pesante la sua posizione lei che ama il casino per il casino se l'avete per cosa ludrica donatelo – tenne gli occhi gravemente abbassati finché tutti li seguirono fuori nelle stanze laterali renderebbe meno pesante la sua posizione – ogni domenica è la stessa cosa immagina per un istante gentile lettore dicevo immagina solo per un attimo che un coccodrillo sia mollemente adagiato sulle tiepide campagne del tuo sonnolento borgo panico lancinante panico in crescendo allora le ferite non si rimarginano mai del tutto, non sanguinano più solo se non si stuzzicano altrimenti versano ancora il segno indelebile del clamoroso crimine era un "noi" che faceva appello, per intanto, a una comunità poetica che non esisteva che nella forma del desiderio – senza orologio ho perso la nozione del tempo e almeno della sua genesi si comunica a principio con una ristrettissima cerchia di complici poi quando accade se accade l'uditorio si allarga e l'orizzonte dei destinatari ma sarebbe più esatto dire dei committenti si dilata e diviene un pubblico vero un piccolo fatto vero (possibilmente fresco di giornata) ma voglio ritornare per finire a quei santi anarchici e a quel sens de l'anarchie viviamo nella forma di una inesaurita e inesauribile anarchia è stato visto domenica pomeriggio a zonzo con un bel tocco di donna lei che non rispetta mai niente lei che attraversa sempre col rosso sì…sì…ho pianto…di rabbia è un senso grossolano e del tutto embrionale – ma serve davvero?

 

18.
si ritrova così alla testa di una massa di sovversivi, e il suo straccio funziona come una bandiera tutto è incominciato con una stupida storia di soprabiti scambiati al ristorante da Rosetta – nel politico non è un eroe – s.m. (gr. heros) presso gli antichi greci uomo divinizzato semidio – ed il trauma è biologico, è lo stesso del parto per entrambi, soffre la balena per il fuoco accesso da Pinocchio e soffre lo stesso burattino, travolto dalla furia del suo colpo di tosse (o starnuto, adesso non ricordo bene) – credo sarebbe stato troppo sconveniente farlo uscire dalla vagina – benevola variante del leviatano di Jonà certamente più oscuro (non a caso questi è vomitato dal leviatano) e almeno della sua genesi si comunica a principio con una ristrettissima cerchia di complici lei che ama il casino per il casino – un sorriso basterebbe un sorriso appena accennato o magari un diO malandato diO di stanche notti ubriache anche un po' zoppo perché no un Dio che conta i minuti e i soldi, un Dio disperato, sensuale e brontolone come un porco.Un porco con le ali dorate che casca dappertutto, pancia all'aria, pronto alle carezze, è lui, nostro padrone, baciamoci. – lo so, mi amo troppo per poter credere il contrario e allora? mi vengono a dire che il buon gusto è soltanto un inutile lusso da signori! ed ogni rapina divenne la più grande rapina del secolo ma di questo sapete ormai tutto qualcosa di prima mano su cui sparlare – ogni domenica è la stessa cosa con una ristrettissima cerchia di complici poche parole/ molte parole sono il farnetico di un idiota – non era certo stato il migliore dei risvegli, si tirò su mettendosi seduto sul letto un leggero sebbene insistente dolore al collo – ma serve davvero?