2012
trionfo presente nel dramma 'I Tetrarchi'
di Gloria Deandrea

 

 

La statua romana dei 'Tetrarchi', collocata a Venezia in epoca Medievale, si posiziona ad angolo tra la Basilica di San Marco e la 'Porta della Carta', accesso a Palazzo Ducale.

 

Sulla leggenda: doge Enrico Dandolo e cavalieri Crociati
Quattro Signori colleghi nell'Impero
quattro guerrieri in atto di abbracciarsi
cavalieri della Croce, e doge battagliero
con man pronta alla spada per sollevarsi.
(corale) Non v'è certezza alcuna, de' tempi loro sia!
La testa dell'aquila che attraversa i confini
posa ostilità tra gl' Imperi Greci e Latini.

Sulla provenienza
Fra il buio di alte, secolari, oscurità
e il profondo silenzio dei nostri scrittori
qualche raggio di luce colpisce, con ilarità
la statua romana, donandole onori.
(corale) Dello scarlatto sangue, invero v'è certezza!
Alla Repubblica del Leone, dal mare, donata
per ornamento a Venezia, in San Marco posata.

Sulla leggenda: fratelli Comneno di Bisanzio
Quattro Signori colleghi nell'Impero
quattro guerrieri in atto di abbracciarsi
fratelli Greci di Manuele il nero
della carica augusta braman ornarsi.
(corale) Non v'è certezza alcuna, de' tempi loro sia!
Han cinta la testa del diadema bizantino,
berretta senatoria nell'occidente Latino.

Sul materiale
Il porfido rosso, di purpureo colore 
lavorato in Egitto principalmente
nel basso Impero consegue valore
a formar l'abbraccio di un gruppo eminente.
(corale) Dello scarlatto sangue, invero v'è certezza!
La pietra scolpita, di somma densità
dei Romani antichi riproduce dignità.

Sulla leggenda: Costantino magno con i figli
Quattro Signori colleghi nell'Impero
quattro guerrieri in atto di abbracciarsi
figli col padre, Costantino condottiero
rivelan al mondo antico d'avvicinarsi.
(corale) Non v'è certezza alcuna, de' tempi loro sia!
Del largo diadema qual supremo potere
dissolto è l'effetto, dai fratelli, che lo fanno cadere.

Sull'abbraccio
L'abbraccio solenne di quattro persone
in segno d'intesa, concordia, e armonia
mostra l'icona, rinforzo all'acclamazione:
del simbolo è avvolta la tetragonia.
(corale) Dello scarlatto sangue, invero v'è certezza!
La statua Diocleziano realizza, Costantino trasporta
i Veneziani ritaglian, e a pezzi, vien messa accanto alla porta1.
1S'intende la 'Porta della Carta', ingresso a Palazzo Ducale.

Sulla leggenda: Diocleziano con i co-reggenti
Quattro Signori colleghi nell'Impero
quattro guerrieri in atto di abbracciarsi
Diocleziano e Galerio, con portamento austero
Massimiano, Costanzo Cloro, in atto di accordarsi.
(corale) Non v'è certezza alcuna, de' tempi loro sia!
L'unità di governo, scolpita a rilievo
annuncia la divisione del regime coevo.

Sugli abiti
Del paludamento, la Maestà si mostra vestita
con la porpora rossa, nobile in guerra
la berretta senatoria viene esibita
oggi usata dai Veneziani, nella propria terra.
(corale) Dello scarlatto sangue, invero v'è certezza!
Confrontando scalpello, il gruppo appare romano
ricorda i bassi tempi della tetrarchia di Diocleziano.

 

  

  

 

'...L'aver posto i pezzi più importanti di porfido in angolo (del Tesoro di San Marco), si spiega col significato magico-apotropaico conferito al materiale: notoriamente gli angoli di un edificio sono le parti più credute esposte ad attacchi demoniaci, nella tradizione popolare'.
Otto Demus, Le sculture esterne di San Marco, Electa, Milano, 1995

 

Il trionfo è una forma specifica di scrittura, il più delle volte non soggetta a versificazione, di matrice carnascialesca. Si sviluppa in epoca medioevale, all'interno di un periodo dell'anno specifico, quello del carnevale, con lo scopo di raccontare vicende realmente accadute, integrate a figure allegoriche, proponendo al narratore la formulazione di una critica cruda, alle volte grottesca, della società del tempo. Nel medioevo, i trionfi venivano solitamente composti in volgare da popolani, conoscitori della trasposizione da lingua parlata a lingua scritta. Nonostante esistano documenti storici che riportano esempi di trionfi dotti, quindi sottoposti alle regole di versificazione, e composti da letterati illustri, uno per tutti Niccolò Machiavelli (che però si può considerare un uomo del rinascimento fiorentino), i trionfi in genere presentano una struttura compositiva libera.