2010
dramma giocoso in due atti indipendenti
di Gloria Deandrea

 

 

Sinossi
La vicenda si svolge in diversi periodi storici, e narra delle distinte situazioni politico/sociali che si creano nel contesto italiano, dall'Unità (1861) all'epoca fascista (1930 circa), attraverso gli spostamenti di H, una figura immaginaria che collega tutti gli eventi riportati. Tale personaggio, unico a subire un'evoluzione drammaturgica, presenta nel testo un percorso circolare. Nel primo atto parte dal sud, divenendo prima brigantessa in Lucania con Carmine Crocco e Ninco Nanco, poi reazionaria a Roma con la Regina Maria Sofia di Borbone, poi ancora anarchica a Napoli con Giovanni Passannante. Nel secondo atto, H, già attempata, ha un incontro/scontro con gli irredentisti/socialisti a Trento, in particolare con Cesare Battisti, riguardo alla questione di confine. Da qui, per amore del figlio, contrario al governo Asburgico, e per rispetto alla figura di Battisti, abbraccia la causa socialista, senza schierarsi direttamente, mantenendo comunque una neutralità di fondo. A Trento incontrerà Benito Mussolini, socialista, cominciando a formulare idee contrarie a questa figura e, successivamente ai Fasci Neri. Andando contro proprio ai Fasci Neri, intimoriti dalla dialettica calzante dell'ormai anziana donna, viene spedita al confino in Basilicata, esattamente da dov'era partita ottantacinque anni prima, e in cui troverà la propria fine. La vicenda è fortemente legata a un periodo storico prima caotico, poi dittatoriale, che presenta gravi difficoltà politiche, economiche e sociali. Per questo, i fatti riportati tramite i personaggi reali rispondono alla documentazione storica esistente. Anche se la storia è scritta dai vincitori e non dai vinti, è stato possibile reperire materiale a sufficienza per costruire la vicenda sopra citata, riportando comunque il punto di vista della minoranza, ossia degli sconfitti.
NB Non si è voluto dare rilievo individuale ai personaggi storici realmente esistiti, nonostante tutti dotati di notevoli personalità, e meritevoli di studio, per spostare invece l'attenzione su scorci di un'Italia divisa, che nonostante i governi, le società, i costumi differenti, presenta, da nord a sud, una costante separazione interna.
NB Il racconto sopra descritto appartiene al genere dramma. È importante porre in evidenza il fatto che, nella lingua italiana, la parola dramma è sinonimo di commedia, ovvero l'una è parte integrante dell'altra e viceversa. Ciò significa che, per una buona riuscita della pièce, gli attori sono tenuti a mantenere linguaggio e gestualità leggeri, utilizzando le loro capacità ironiche, graffianti e canzonatorie, necessarie a sostenere temi estremamente densi, tipici di un periodo storico piuttosto faticoso.

 


ATTO I
Personaggi

Ruolo, in ordine di apparizione: briganti-unitaristi
Ruolo doppio: anarchici

H
personaggio inventato

Carmine Crocco
generale dei briganti
Gaetano Bresci anarchico

Ninco Nanco
suo luogotenente
Pietro Acciarito anarchico

Enrico Cialdini
generale piemontese
Giovanni Passannante anarchico

Decio Lordi
sottoprefetto della provincia lucana
Cesare Lombroso medico legale

Rito di Passaggio
1° danzatore
Accusa/Guardia
nei processi agli anarchici

Rito di Passaggio
2° danzatore
Accusa/Guardia
nei processi agli anarchici

Maria Sofia
moglie di Francesco II di Borbone

Vagnozzi
farmacista reazionario
Errico Malatesta
teorico anarchico

Henri de Cathélineau
comandante supremo delle forze reazionarie
Francesco Saverio Merlino
avvocato anarchico

Voci fuori scena

 


Descrizione scena
Lo spazio è determinato dal vuoto del palcoscenico. I diversi ambienti che compongono le scene, individuati dai distinti spostamenti di H, sono rappresentati visivamente in modo astratto, ma accessibile al pubblico con immediatezza, attraverso elementi scenici in uso. Per una buona comprensione del testo, valorizzato dagli attori, si rende perciò necessario utilizzare tali elementi, di supporto agli attori medesimi, e non di ostacolo. Questi materiali si distinguono in:

  • fondali di dimensioni ridotte, rappresentanti realtà cittadine o naturalistiche significative, comunque elaborate, per la comprensione dell'ambiente da parte dello spettatore
  • oggetti di scena mobili e mai fissi, in modo da essere gestiti direttamente dall'attore, che dovrà trattare tali oggetti come elementi di potenziamento alle proprie capacità gestuali
  • gelatine di colori differenti fissate su proiettori
  • è possibile inserire, inoltre, cartelli con scritte o parole efficaci, di sostegno al testo e alla scena, sempre gestite dall'attore. Esempio: nella scena 13, Passannante (fatto realmente accaduto) può tenere tra le mani un cartello con la scritta: W la Repubblica Universale.

La scena sopra indicata è pensata per potenziare il lavoro dell'attore, che non può essere compromesso da ambienti fastosi o barocchi, indicativi di altre forme teatrali. A tal proposito è importante porre in evidenza il fatto che la scena è e dev'essere sempre di supporto all'attore, il quale saprà porre, nel modo più consono, l'attenzione sul testo teatrale grazie all'uso appropriato della parola e del gesto.

 


Descrizione costumi
I costumi sono neutri; possibilmente monocromatici. In sostituzione ai costumi di scena tradizionali, storici in questo caso specifico, ciò che determina visivamente ogni personaggio è l'accessorio; con particolare attenzione al cappello e alla sua naturale evoluzione dal 1861 – Risorgimento, al 1930 – epoca fascista (periodo temporale in cui si svolge il dramma). Oltre al cappello si possono rendere utili alla caratterizzazione dei personaggi altri accessori, quali: armi, medaglie, calzature, foulard, e via dicendo.
NB Il trucco dell'attore, inclusa l'attenzione alla capigliatura, è rilevante al completamento di ogni personalità presente in scena. A tal proposito è importante porre in evidenza il fatto che, il racconto descritto, appartiene al genere dramma, sinonimo di commedia. Ciò significa, a maggior ragione, che gli attori si devono relazionare con personaggi di duplice caratterizzazione, trattandoli con la leggerezza della comicità, dettata dall'ironia, che si amalgama ad ambientazioni e fatti drammatici; doppia lettura, necessaria alla riuscita della pièce.

 


Scena 1
Basilicata - Rionero in Vulture. Casa di H

Rionero in Vulture, marzo1861
Il personaggio inventato H, già presente in scena, sente le voci dei suoi famigliari, Signori lucani che, per aumentare i propri possedimenti, le combinano il matrimonio con un noto proprietario terriero attempato.

NB H ha 16 anni. Presenta le caratteristiche di una giovane vivace ed entusiasta attraverso movimenti rapidi e battute veloci. Inoltre, il personaggio porta i capelli sciolti.
NB H si esprime sempre in italiano, ad eccezione di alcune battute, in cui si adatta al suo momentaneo interlocutore.

H (in centro scena, col capo chino su se stessa, colpita da un faro; buio intorno)
Voci (voci fuori scena; inizialmente alternate, poi sovrapposte, ripetono le frasi della battuta con tonalità variabile, in crescendo)
È tuo dovere. Hai il compito di conservare i nostri beni. E anche quello di incrementarli. Il matrimonio ha la sua convenienza. Non importa se è vecchio. Non importa se non lo ami. Non importa se è un maiale. Il matrimonio ha la sua rilevanza. Lui è vedovo. Lui non ha figli. Lui non ha eredi. Lui ha molte terre al confine con le nostre. Lui è un uomo perfetto. Lui morirà tra poco. Il matrimonio ha la sua rispondenza. È tuo dovere abbandonarti a lui. È tuo dovere conservare i nostri beni. È tuo dovere spogliarti. È tuo dovere abbassarti. È tuo dovere farlo. Il matrimonio ha la sua importanza.
H (seguendo le sovrapposizioni vocali, si abbassa di scatto, fino a inginocchiarsi; porta le mani alle orecchie e urla) Nooo! (le voci smettono di colpo; buio)

 


Scena 2
Basilicata - Monte Vulture. Rifugio dei briganti


Vulture, marzo 1861
Entrano due briganti: Carmine Crocco Donatelli (*1830 Rionero in Vulture, Basilicata; †1905 Portoferraio, Isola d'Elba) e Ninco Nanco (Giuseppe Nicola Summa *1833 Avigliano, Basilicata; †1864 Lagopesole, Basilicata).

NB H ha 16 anni.
NB I briganti parlano con cadenza lucana.
NB H si rivolge a Crocco dandogli sempre del voi.

(resta in posizione statica dalla scena 1; quando sente il rumore di passi che si avvicinano, si rifugia di scatto a SX del proscenio, chinandosi a terra)
Crocco (luci in centro scena) La reazione dei contadini che in questo punto preciso della storia cominciano a rialzare il capo, è per noi arma potentissima. Il governo sabaudo dovrà temere la nostra forza. Lo sai, luogotenente?
Nanco So che i figli dei contadini del sud vengono fucilati dai figli dei contadini del nord, mandati qui a difendere le ragioni di uno Stato chiamato Italia. Questo mi basta per combattere.
Crocco Ben detto Ninco Nanco. Ci sono uomini che valgono tanto per quanto valgono gli altri uomini sulla terra, e tu sei uno di questi. Grazie a Francesco II, in esilio a Roma, (14 FEB 1861, dopo la fine dell'assedio di Gaeta) finalmente in tutto il Mezzogiorno, si riaccendono i fuochi della ribellione.
Nanco Fatti dai figli della miseria.
Crocco Che importa se costoro sono pastori, contadini, o cafoni? Gli eserciti attuali non sono composti forse tutti dalla miserabile plebe? Se dovessi io scegliere fra due reggimenti: uno di studenti, l'altro di pastori e contadini, sarei sempre pei secondi, perché avvezzi al freddo, alla fame, alle fatiche e al camminare. Non dico che gli studenti siano vili; no, Iddio mi guardi da sì infame calunnia, ma preferisco l'uomo rozzo, il cafone, più facile ad allenarsi, più pronto a ubbidire, meno esigente nel mangiare, e incapace di criticare gli ordini ricevuti. Questa è una guerra. Una guerra civile. Abbiamo bisogno di gente robusta, per combattere, e per resistere.
Nanco Perciò Francesco II ti approva. Sa che il tuo esercito di briganti è forte, e gli uomini ti sono fedeli. E io con loro. (stringe la mano a Crocco)
Crocco Luogotenente, attaccheremo Melfi (APR 1861) con i nostri seicento uomini, e vinceremo.
H (fa un sospiro di terrore, provocando involontariamente un rumore; l'attenzione dei due briganti si direziona verso di lei)
Nanco (scatta con decisione afferrando H, e la trascina da Crocco) Guarda, guarda cos'abbiamo qui.
H (lamenti soffocati) Uhuuu! Uhuuu!
Nanco (punta un coltello alla gola di H) Sei sola?
H (guarda terrorizzata i due briganti; confusa, non risponde)
Nanco (strapazzandola; con tonalità più alta) Ho detto: sei sola?
Crocco (chiama Ninco Nanco a sé) Non ha importanza se è sola o no. Fai perlustrare la zona. Se è accompagnata lo sapremo presto, oppure…
Nanco …oppure?
Crocco (ad alta voce, per farsi sentire da H) Oppure è un'amica (ironico) di qualcuno dei nostri.
H (facendosi coraggio; con tonalità elevata) Io non sono amica di nessuno. Figuriamoci di un brigante cafone, rozzo e villano… (si avvicina Ninco Nanco col pugnale alla mano; lei abbassa capo e voce, quasi sibilando) come voi.
Crocco (ride divertito) Ah, ah, ah! Allora ce l'hai la voce. E anche squillante.
Nanco La sgozzo?
Crocco No. Non vorrai togliere un po' di piacere ai nostri uomini. Le femmine vengono così di rado a trovarci quassù.
H (a Crocco) Zotico, ignorante!
Nanco Le sparo.
Crocco Eh… per così poco! Diamola alla banda di Giovanni Coppa, o a quella di Caporal Teodoro. Sapranno loro cosa farne.
H (a Crocco) Contadino, bifolco, e… sgarbato!
Crocco (si avvicina minaccioso)
H (si alza e grida ferocemente per qualche secondo davanti a Crocco) Ahaaa!
Crocco (si arresta di colpo, scrutandola) Quanto coraggio. (a Ninco Nanco) Ordina ai tuoi di perlustrare la zona, mentre io parlo un po' con questa signorina tanto scortese.
Nanco Obbedisco, generale. (esce)
Crocco Hai un bel fegato a sfidare un brigante, ragazzina.
H Anche voi ne avete uno proprio bello, a farvi chiamare "generale".
Crocco Francesco II di Borbone mi ha offerto il grado di generale, io ho accettato. E adesso dimmi cosa ci fa una donna giovane, di notte, sui monti lucani, territorio dei briganti.
H L'avete detto voi. Sono qui per far visita al mio amante. Visto? Avevate ragione.
Crocco Chi è il tuo amante? (alzando la tonalità di voce) Nome.
H (abbassa il capo, pensierosa)
Crocco Sei troppo ben vestita per essere la donna di un brigante.
H Questo vestito l'ho rubato a una signora.
Crocco (le afferra una mano) Hai mani di chi non lavora, di chi non suda. (senza lasciare la presa, la avvicina a sé) Pensi che un brigante sia soltanto un cafone? Pensi che non abbia l'ingegno di un militare? O il cuore di un Signore? (lasciandola bruscamente) Giudichi come i nostri padroni ci hanno giudicato, negandoci ogni diritto, anche la dignità di uomini. Calpestati come l'erba dagli zoccoli dei cavalli, calpestati gridiamo vendetta. Cafoni non più disposti a chinare il capo, ecco ciò che siamo.
Nanco (rientra) Gli uomini hanno perlustrato la zona. Non c'è nessuno.
H (arrendevole, a Crocco) La mia famiglia ha molte terre, ma ne vuole di più. Perciò ha organizzato il mio matrimonio con un Signore che ha proprietà confinanti. Hanno deciso tutto senza di me, e io me ne sono andata.
Crocco (a Ninco Nanco) Riportala in paese. Non ho tempo da perdere coi capricci di una ragazzina.
H Cosa?
Nanco (ad H) Cosa, lo dico io. (a Crocco) Cosa? È una signora.
Crocco Giusto. Scrivo subito il foglio da consegnare alla famiglia per la riscossione.
H Come, come, come? Scrivere? Da quando un contadino sa scrivere? E la riscossione di che?
Nanco Del tuo sequestro. Come credi che viviamo noi, di aria?
H Ma sono venuta io qui, a nascondermi dalla mia famiglia. Non mi avete sequestrata.
Nanco Ti sequestriamo adesso.
H E poi la mia famiglia non pagherà per riavermi, visto che sono scappata.
Crocco (a Nanco) Tappale la bocca.
Nanco Gliela taglio?
Crocco No. Usa una benda.
H (spaventata, cerca di liberarsi invano dalla presa di Ninco Nanco che le annoda le braccia dietro alla schiena, bendandole la bocca; H esprime comunque il suo disappunto attraverso gemiti) Uhuuu! Uhuuu! Uhuuu!
Crocco (si concentra per scrivere la lettera, ma viene distratto dai lamenti di tonalità differente)
H Uhuuu! Uhuuu! Uhuuu! Uhuuu! Uhuuu! Uhuuu!
Crocco (guarda Ninco Nanco) Toglile la benda.
Nanco (perplesso) Sicuro?
Crocco (fa cenno di sì)
H Uhuuu! Uhuuu! Uhuuu! Cafoni! (a Crocco) Dicevate poco fa che non avete avuto giustizia, che siete stato calpestato, offeso dai Signorotti prepotenti e meschini. E adesso vi comportate come loro? Come chi ha commesso dei soprusi? Delle violenze?
Crocco Non mi si faccia gran colpa se con tanta facilità ho voltato bandiera. Il modello mi viene dall'alto, da coloro che dovrebbero essere d'esempio.
H Non vi faccio colpa alcuna. Ma sappiate che non tornerò a casa. Anche il mio onore è stato calpestato. Prima dalla mia famiglia, e ora da voi che mi volete barattare come un sacco di farina. Anch'io non sono disposta a chinare il capo. Quindi, se volete uccidermi, fatelo, ma non tornerò.
Nanco (a Crocco) La uccido io?
Crocco (avvicinandosi ad H, la osserva; dopo qualche istante di silenzio) Anche testarda, oltre che coraggiosa. Se vuoi restare con noi ti aspettano giorni duri: spostamenti continui, fame, freddo, sempre in allerta, letti di pietra, e soprattutto… non una parola di troppo.
Nanco Ma, generale…
Crocco …Ninco Nanco trovale degli abiti appropriati. Degli abiti da brigantessa.
H (entusiasta) Grazie generale, non vi deluderò, vedrete.
Nanco (perplesso) Generale, non credo che…
Crocco …che sia una buona idea? (abbraccia Ninco Nanco portandolo a DX del proscenio; a bassa voce, per non farsi sentire dalla protagonista) Hai ragione. È una pessima idea. Vedrai che la principessina non durerà due soli giorni in queste condizioni. E ci supplicherà di consegnarla alla famiglia.
Nanco (a bassa voce) Che sarà felicissima di pagare il riscatto.
Crocco (a bassa voce) Giusto. (ad alta voce, per farsi sentire da H) Allora Ninco Nanco hai capito bene? Servono dei vestiti.
Nanco Provvedo subito. (esce)

 

To be continued…

 


APPENDICE
Note sui personaggi

H

Il personaggio inventato H è l'unico rappresentante della vicenda, nel primo atto, privo di un ruolo reale, in quanto figura mai esistita. Tale personaggio svolge la funzione di elemento legante gli avvenimenti che si susseguono, allo scopo di far comprendere allo spettatore gli spaccati di un'Italia differente, da sud a nord, all'interno di periodi storici compresi tra l'Unità (1861) e il primo periodo fascista (1930 circa). Per la ragione sopra citata si è evitato di assegnare al personaggio un nome specifico, preferendo utilizzare la lettera H. La parola acca, nella lingua italiana, è palindroma, ossia di lettura bifronte. Riferimento simbolico, legato al percorso che tale figura compie all'interno della vicenda.
NB H è presente in scena per tutta la pièce.

suo Figlio
Nel secondo atto, oltre al personaggio inventato H, compare un'altra figura mai esistita: suo figlio. Tale personaggio svolge la funzione di elemento di rottura, rivestendo il compito di favorire l'evoluzione drammaturgica di H, che, per amor suo, rompe i legami storici con l'Impero Asburgico, a cui era tradizionalmente legata dal primo atto, attraverso la figura di Maria Sofia di Borbone (sorella, appunto, dell'Imperatrice Elisabetta d'Austria). Anche per il figlio, come per H, si è evitato di assegnare un nome specifico.
NB Il figlio di H è presente solo in alcune scene del secondo atto.

Riti di Passaggio
Sono dei personaggi metaforici, ossia figure che acquistano tridimensionalità e forma grazie al teatro, ma partono dalla parola e ad essa appartengono. (Arnold Van Gennep, Les rites de passage, Ed. Emile Nourry, 1909) Tali personaggi allegorici, prelevati dai morality plays dell'Inghilterra medievale, oltre ad avere notevole rilevanza per la storia delle arti figurative, (es. rappresentazione fisica di Libertà, quasi sempre personificata dalla donna, o Giustizia, icona raffigurata nei Tarocchi da un corpo femminile che mantiene la bilancia in una mano e la spada nell'altra, e via dicendo) servono al racconto come simboli di determinate scene. In questo caso, i Riti di Passaggio, determinano un cambiamento radicale che può avvenire, in modo generico, nellla vita di qualsiasi essere umano, (es. gravidanza, nascita, iniziazione, matrimonio, funerale, ecc.) nello specifico della pièce, nel personaggio inventato H.

 


Note sulle scene

Atto I – scene 13, 14, 15
Le ultime tre scene del primo atto sono da considerarsi di narrazione didascalica. Raccontano, ossia, il periodo storico in cui l'Italia è immersa, emarginandosi parzialmente dal contesto della rappresentazione. Vengono qui descritti i tre attentati commessi dagli anarchici: Passannante, Acciarito, Bresci, in un ventennio fine-ottocentesco, ai danni della stessa figura sovrana: Re Umberto I di Savoia. Per tali ragioni, in queste tre scene, gli attori espongono gli eventi esplicitamente al pubblico, promuovendo minimi o comunque limitati scambi verbali e gestuali diretti.

 


Interpreti
Ruolo in ordine di apparizione

H Silvia Galluccio
Carmine Crocco - Gaetano Bresci Andrea Rossi
Ninco Nanco - Pietro Acciarito Marco Ferracuti
Enrico Cialdini - Henri de Chatelineau - Errico Malatesta Luca Brazzolotto
Decio Lordi - Giovanni Passannante - accusa Bresci Gian Marco Maffei
Maria Sofia di Borbone - accusa Acciarito Veronica Dominioni
Vagnozzi - accusa Passannante - Francesco Saverio Merlino Marouane Zotti
Cesare Lombroso - Giudice Bresci Luca Ugolini


Testo e messa in scena
Gloria Deandrea

Aiuto
Federico Bizzarini

Costumi e accessori
Nicolò Molin

Trucco
gli attori, su disegni di Gloria Deandrea

Documentazione fotografica della rappresentazione
tratta da immagini filmate
Federico Bizzarini