2018
ballata
di Gloria Deandrea

 

 

Veloce è passata
La sera con storielle
Risa a crepapelle
Per te questa ballata.

Grazie al vento che soffia deciso
Il messaggero della buia Signora
Netto, il fiore dell’est ha reciso
L’ha troncato; bramoso, lo divora.

Resta lo sguardo; ancora ci sfiora
Il pensiero, la battaglia verbale,
Il vino, la tua coscienza sociale,
La voce, la sigaretta fumata.

Come dea salutata
Scritto hai sulla pelle
Il brillar delle stelle
Di cui sei adornata.

 

Ormai l’ora è avanzata
Per il verso ribelle
Le rime sono quelle
Pian piano sei andata.

Il teatro intenso hai condiviso
Alla Volksbühne talento dimora!
Quel teatro vero, di teatro intriso,
Quello che di Rosa rossa odora.

Dell’arte per il popolo affiora
La verità nella vita teatrale
In cui hai creduto, rendendo reale
L’opera dalla vittoria alata.

Come dea salutata
Scritto hai sulla pelle
Il brillar delle stelle
Di cui sei adornata.

 

Al verbo ancorata
Per battute gemelle
Doppie azioni belle
Da qui sei congedata.

Nel cuore di un centro diviso
Di Gozzi la traduzione migliora
fantasia, sogno, il tuo sorriso,
Goldoni d’amor vero si colora.

Il gioco, l’ironia resa sonora,
La versione profonda, magistrale
Sostengon la natura musicale
Della città su laguna fondata.

Come dea salutata
Scritto hai sulla pelle
Il brillar delle stelle
Di cui sei adornata.

 

 

Questa ballata è dedicata a chi mi ha aiutato a comprendere ed affrontare le complesse realtà teatrali. Una persona speciale, intelligente e colta, soprattutto una cara amica. A Petra, grazie sempre. 

 

 

La ballata è una forma di poesia chiamata anche canzone a ballo perché destinata al canto e alla danza. È un componimento che si trova in tutte le letterature di lingua romanza e presenta una particolare struttura. Generalmente, le ballate si possono distinguere in tre categorie principali: tradizionali, di strada, letterarie.

  • La ballata tradizionale, classica o popolare, trova le sue origini con i menestrelli nomadi nel tardo Medioevo europeo. Da un riferimento presente in Piers Plowman di William Langland, è noto che le ballate su Robin Hood venissero cantate almeno dalla fine del XIV secolo; mentre il materiale cartaceo più antico giunto a noi, è rappresentato dalla collezione delle ballate su Robin Hood di Wynkyn de Worde, stampate intorno al 1495. Nel tempo, sono stati molti, diversi e contraddittori, i tentativi di classificare le ballate tradizionali in base al tema; comunemente quelle identificate sono di tipo religioso, soprannaturale, tragico, d’amore, storico, leggendario e umoristico.
  • Le ballate di strada (anche conosciute come da volantin, da bancarella, per la plebe, per tutti) sono il prodotto dello sviluppo della stampa economica, a partire dal XVI secolo. Nella sola Inghilterra, furono prodotte in gran numero dal 1660, con oltre quarantamila copie vendute annualmente. L’argomento principale prende spunto dalle ballate tradizionali, trattando temi religiosi e d’amore, uniti alle canzoni di taverna, alle leggende, ed ai primi articoli di giornale, quest’ultimi includevano eventi politici, disastri, prodigi e meraviglie.
  • Le ballate letterarie o liriche, derivano da un crescente interesse tra le élite sociali ed intellettuali, in particolare nel movimento del Romanticismo, a partire dal XVIII secolo. In Scozia e Inghilterra prima, in Germania poi, grazie alla collaborazione tra Goethe e Schiller e la messa in musica di Schubert, le ballate letterarie acquistano vigore. In seguito, alcuni tra importanti esempi della forma poetica della ballata includono Barrack Room Ballads di Rudyard Kipling, scritte tra il 1892 e il 1896, e The Ballad of Reading Gaol di Oscar Wilde, del 1897.

Dovendo accompagnare il canto ed il ballo tondo (intero giro di danza verso destra durante la ripresa, seguito da mezzo giro a sinistra), la ballata possiede le sue proprie regole ritmiche; composta, quindi, da:

Ritornello introduttivo, detto anche ripresa introduttiva.
Stanza, una o più strofe cantate dal solista. Nello schema italiano, è divisa in due parti: piede e volta.
Ripresa, ripetuta dopo ogni stanza e cantata dal coro.

La struttura metrica è la seguente:

ABBA Ritornello introduttivo
CDCD Piede - Stanza
DEEA Volta - Stanza
ABBA Ripresa

Gli endecasillabi misti a settenari sono i versi maggiormente usati nella ballata, con la regola che l’ultimo verso della volta faccia rima con l’ultimo verso della ripresa.