2011
poesia
di Tania Peplis

 

 

Il cavaliere errante
con occhi di formica
e cuore di gigante,
cavalcava un elefante
con ali di farfalla.
Chiedeva il giovin prode
alla magica proboscide
di afferrare i sogni
e per gioco
soffiarli lontano nel vento.
Con il cuore di gigante
il cavaliere errante,
divideva noccioline
con il roseo elefante.
Poi spariva tra le nuvole
tra tuoni di barriti
e strisce d'arcobaleno.
Rubava sogni
il cavaliere errante,
per darli a chi
non aveva niente.

Un giorno l'ho incontrato.
Si tolse l'elmo
mi disse:

...buonasera, o mia pulzella
che posso far per lei
assai bella?

Gli chiesi
un passaggio al cielo
e un sogno.
Il cavaliere errante
mi portò
sul morbido elefante.
Aprì le ali di farfalla
e tra polvere di stelle
mi portò là
dove vivono i sogni
e muoion le paure.
Fu un battito
fu un lampo
fu l'amore
e ritornai...
Aprii gli occhi 
stringevo tra le mani
un pelo d'elefante
ero sotto le coperte 
del mio splendido infante.