2007
abito con stampa serigrafica
di Gloria Deandrea

 

 

    

    

abito hand-made, con stampa serigrafica manuale, su disegno originale

  

I manufatti presentati sono il risultato di ricerche svolte in due ambiti distinti: i tessuti e la serigrafia. Apparentemente estranei, tali ambiti, sono invece legati da un fattore comune, la seta, che ha risposto nel tempo a esigenze di diverso impiego, rappresentando un notevole e prezioso supporto.
Per quanto riguarda i tessuti, la direzione intrapresa considera gli studi sulle diverse stoffe, in seguito ai quali la scelta si è orientata inevitabilmente sulla seta. Inevitabilmente perché la seta in genere, in particolare lo shantung, qui utilizzato, è un tessuto naturale, pregiato, e di antica lavorazione, che recepisce perfettamente la colorazione, trasmettendo effetti luminosi e cangianti allo stesso tempo, oltre a presentare, come tutti i tessuti naturali a differenza di quelli adulterati, proprietà salutari, fresco d'estate e caldo d'inverno, e anallergiche. Lo shantung, nello specifico, è caratterizzato da una superficie ruvida, irregolare, e dall'aspetto greggio. Viene tessuto col doppione, una bava di seta doppia prodotta da due bachi che costruiscono il bozzolo insieme, per questo rara e costosa, utilizzata in arredamento e abbigliamento femminile.
Per quanto riguarda la serigrafia, ossia la stampa mediante tessuto perforato che imprime l'immagine sulla stoffa, nel caso particolare, su shantung di seta, la scelta è stata una conseguenza alle ricerche sui tessuti. Infatti, progettata la matrice col disegno prestabilito, realizzato sulla base di studi di stoffe orientali, ovviamente sete, che presentavano soggetti floreali, l'operazione successiva è da ricercare in una linea di condotta precisa, data dalla volontà di adattare un tessuto prezioso come la seta, in contrapposizione a una forma di stampa artistica estremamente primitiva, che nel tempo non ha subìto alcuna raffinazione, favorendo un ottimale equilibrio tra tessuto e stampa.

 

    

    

    

 

Arriccia abito - tiratura limitata a 50 pezzi
tessuto shantung di seta
monocolore panna, grigio perla, nero
bicolore grigio perla/nero
colore stampa serigrafica bianco
misure h 90 cm x l variabile da 45 a 55 cm

 


TECNICA
Stampa serigrafica
La serigrafia è una tecnica di stampa che realizza un'immagine mediante l'uso di un tessuto perforato. Tale tecnica di stampa, a più colori e su materiali differenti, consiste nello stendere l'inchiostro su un tessuto reticolare, originariamente di seta, posto sull'oggetto che deve ricevere l'impressione, in modo che l'inchiostro medesimo passi solo in corrispondenza dell'impronta da riprodurre.
Il termine serigrafia è una parola composta, e deriva dal latino seri (seta) e dal greco grafein (scrivere o disegnare), siccome i primi orditi che fungevano da stencil erano di seta. Nel XX secolo, con la scoperta di tessuti in fibre artificiali, tali stencil vennero sostituiti da tessuti in nylon e perlon, che dimostrarono possedere proprietà basilari alla realizzazione dell'opera, quali la maggiore finezza di trama, l'alta elasticità e la resistenza a temperature elevate.
Nel tempo si susseguirono diversi tipi di stampe serigrafiche, dipendenti dalle procedure e dagli obiettivi di realizzazione. Dalla serigrafia tessile, che include l'applicazione di questa tecnica su tutti i differenti supporti tessili, alla serigrafia grafica, utile per la stampa pubblicitaria, la segnaletica, le illustrazioni e i disegni, alla serigrafia industriale, di grande produzione come ad esempio l'utilizzo dell'applicazione, in stati belligeranti, per stampe di materiale propagandistico, ossia bandiere e stemmi, o per la fabbricazione in serie di oggetti di design e decorativi, alla serigrafia artistica, preziosa per la riproduzione di opere il più possibile vicine all'originale, precedentemente realizzate con altre tecniche di rappresentazione.

Storia
Le matrici per colorazione di tessuti dell'Estremo Oriente possono essere definite i precursori della serigrafia.
Queste tecniche, che già nel periodo Thang (618-907 dC) avevano raggiunto con l'artigianato cinese un grado elevato di perfezione, consistevano nell'impiego di matrici costituite da un reticolo di fili di seta o di capelli, sul quale erano applicate sagome di carta.
Sulla stoffa da colorare veniva applicata, mediante una racla e attraverso la matrice, una pasta di colla di farina, impregnata con sostanze chimiche. Le forme previste venivano così riportate sul tessuto, senza il trasferimento della colla di farina. Si tingeva poi a bagno il tessuto e, dopo questa tintura e la successiva essiccazione, la riserva veniva eliminata. Rimaneva così il disegno trasferito in positivo, in colore azzurro o rosso.
Forse la stampa con matrici di seta avrebbe potuto avere un ulteriore incremento, ma la scoperta dell'arte tipografica la fece dimenticare, e solo nella prima metà del XX secolo, la stampa serigrafica, trovò la sua naturale evoluzione passando dalla stampa militare a quella artistica. Infatti, nel 1936, sedici artisti statunitensi si associarono per sperimentare l'antica tecnica con mezzi contemporanei. Questo gruppo d'arte, fondò la National Serigraphy Society che tenne corsi ed elaborò un programma di esposizioni specifico. Due anni più tardi, sempre negli Stati Uniti, venne pubblicato il primo manuale di serigrafia The thecnique of silk-screen process di Anthony Velonis della Federal Art Projects, con una prefazione di Richard Floethe. Nel 1950 arrivarono in Europa mostre itineranti di stampe serigrafiche. Poco dopo, si destò un certo interesse per la serigrafia, soprattutto per le sue applicazioni commerciali e industriali.
Dalle tecniche di intaglio su tessuti a maglie relativamente grossolane, si passò ben presto ad operare con matrici esposte su tessuti di perlon, che oggi possono presentare una finezza pari a 20.000 maglie/cmq.

Componenti
Telaio
In serigrafia si usano telai di legno e metallici. Quelli di legno sono più economici, ma presentano anche le caratteristiche negative del materiale, questo è infatti soggetto ad alterazioni dovute per effetto di calore, freddo e umidità. I telai metallici, a differenza di quelli lignei, hanno una matrice che offre solo un minimo scarto dimensionale, utile per la riproduzione di sequenze di immagini uguali su diverse superfici.
Su telai di legno ben stabilizzati, il tessuto viene steso mediante un dispositivo tenditore tramite incollaggio o saldatura, oppure si possono usare i telai metallici, che permettono specifici vantaggi per la serigrafia manuale.
Il telaio con il tessuto tesato viene successivamente posto su un pezzo di cartone e conservato in una rastrelliera per telai.
Soffiatore di aria calda
Si tratta di ventilatori ad aria calda, con temperature regolabili da 20 a 40 °C mediante comunicatori a più posizioni posti sull'impugnatura. Vengono usati per l'essiccazione di telai e pellicole, per l'attivazione di incollaggi con adesivi a due componenti, e per il riscaldamento di lastre acriliche e di altre materie plastiche.
Tavolo di stampa e fissaggio dei telai
Si può utilizzare un qualsiasi tavolo di legno con un piano fisso e liscio. Tale piano lo si ottiene con lastre di plastica, fibre dure, laminati o vetro.
Il fissaggio del telaio al tavolo avviene mediante una cerniera e dei bilancieri. Quest'ultimi vengono applicati ad ogni tavolo e, grazie al loro utilizzo, il telaio può essere fissato alla distanza voluta dalla superficie da stampare.
Racla
La racla più semplice è costituita da un'asta di legno, dritta e liscia, con uno dei lati tagliato a cuneo. Un tipo più perfezionato, dispone di uno spigolo costituito da una lastra affilata in gomma. La gomma bianca è da preferire alla gomma nera poiché è escluso che possano avvenire perdite di colore.
Su un supporto cedevole, quale la copertura di un tavolo con feltro o con cartone morbido, o la stampa su tessuti, sono necessari spigoli raschianti più duri. In genere, per linee sottili e disegni ricchi di particolari, sono solitamente necessari spigoli più duri. Se nella matrice si hanno grandi forme estese si preferirà una racla morbida, come anche la si preferirà usando inchiostri diluiti. Usando, invece, inchiostri densi e pastosi, si sceglierà una racla dura.
Apparecchio per l'essicazione
Per conservare fogli di carta o pannelli stampati è necessaria una rastrelliera di essiccazione. In commercio si trovano rastrelliere di tipi e grandezze diverse, in legno o metallo.
L'incastellatura permette di appoggiare il materiale stampato sulla rastrelliera con ordine. Sono estremamente pratiche le incastellature di essiccazione dotate di mollette che consentono di tenere inclinati i grigliati. All'inizio della stampa, infatti, tutti i grigliati vengono ribaltati verso l'alto e i pezzi appena stampati vengono posti nella griglia più bassa. Si abbassa poi il grigliato sovrastante e si continua il riempimento dei grigliati con il procedere delle stampe.

Procedimenti
Emulsione
La gelatina di rivestimento viene fornita dalle ditte già sensibilizzata, in contenitori di plastica da 1 litro, a tenuta di luce, e colorata in azzurro. Tale colorazione subisce alterazioni nella fase di sviluppo.
Il rivestimento del tessuto reticolare con l'emulsione gelatinosa, si esegue per mezzo di una racla ribaltabile, a doppia lama, e si effettua sui due lati. In seguito, il setaccio rivestito viene essiccato mediante un soffiatore di aria calda, oppure in appositi armadi essiccatoi.
Esposizione
Come regola generale è sufficiente un tempo di esposizione di 10 minuti, sotto una lampada da 500 W posizionata a circa 60 cm di distanza dalla lastra di vetro. I tessuti più fini devono essere esposti con tempi brevi e comunque non inferiori ai 4 minuti. Le immagini più grandi e povere di dettagli e le superfici piene, devono essere leggermente sovraesposte per 15/20 minuti, poiché il colore nero coprente del diapositivo impedisce in questi punti l'indurimento dello strato da parte della luce e l'immagine nello strato di gelatina rimane solubile in acqua.
Sviluppo
Dopo aver effettuato l'esposizione, il setaccio viene risciacquato con acqua fredda. In una fase successiva, lo sviluppo della matrice si verifica in acqua calda, a 50 °C. A questo punto l'immagine riprodotta dev'essere ben lavata a getto, su entrambi i lati. In conclusione dello sviluppo, si effettuerà un altro risciacquo in acqua fredda e, dopo l'essiccazione, la matrice sarà pronta per la stampa.
Correzioni
Prima di iniziare la stampa, si controlla l'eventuale presenza di punti difettosi nella matrice. I punti aperti, che risultano a causa di polvere o di operazioni poco accurate di raclatura della gelatina, vengono coperti con lacca per correzioni.
Immediatamente dopo l'applicazione dell'inchiostro, che per sicurezza può essere effettuata su entrambi i lati del tessuto, si cosparge di polvere di metabisolfito di potassio e la matrice verrà poi ripulita con una spugna umida.
Asportazioni della gelatina e pulizia del setaccio
Quando una matrice è servita per il suo scopo e la riproduzione non serve più per le altre tirature di stampa, è possibile cancellare l'immagine in modo da poter riutilizzare la matrice per altri lavori. L'asportazione della gelatina si effettua con prodotti specifici. La matrice verrà sgrassata con una soluzione di soda caustica al 10%, passata sul setaccio con una spugna o una spazzola di perlon. La soda caustica potrà poi essere lavata via con acqua calda.
È consigliabile un trattamento del setaccio con soluzione di acido solforico all'1 o 2%, in modo che durante il rivestimento che segue siano evitate difficoltà di adesione.

Inchiostri per tessili
Devono rispondere a rigorosi requisiti. Devono essere resistenti, fino ad un determinato grado, al lavaggio e al riscaldamento. Devono offrire colori intensi, devono resistere alla luce e devono penetrare profondamente nei tessuti.
Dopo la stampa, gli inchiostri vengono connessi e ancorati nel tessuto, mediante il calore apportato dal ferro da stiro.
Inoltre, il grado esatto di consistenza dell'inchiostro è basilare per effettuare un corretto lavoro di stampa. Gli inchiostri serigrafici possono essere diluiti o allungati fino a un terzo del loro volume. Esistono diluenti che non pregiudicano l'ntensità dell'inchiostro, mentre la loro aggiunta produce il grado desiderato di scorrevolezza dell'inchiostro stesso, il quale può essere così utilizzato facilmente, senza creare problemi di incrostazione del tessuto reticolare.

Glossario
A
Acido solforico
Si ricava dalla pirite e dallo zolfo. Viene utilizzato per la pulitura dei setacci in soluzione al 2%.
C
Carta giapponese
Carta a mano di produzione giapponese molto resistente e durevole. È un materiale plasmabile, morbido e poco lucido, che ricorda il tessuto. Si ottiene da fibre del gelso da carta ed è apprezzato per xilografia ed anche per lavori serigrafici a mano.
Colloide
Gelatina. Il cloruro di polivinile e l'alcool polivinilico sono colloidi e servono, con i relativi additivi, come soluzione per riproduzioni. Servono come supporto di sostanze fotosensibili.
Coloranti
Inchiostri per stampa che si ancorano nei tessuti e che sono resistenti, in una certa misura, alla luce ed al lavaggio.
F
Film autoadesivo
Fornito in rotoli di varia larghezza, prodotto per scopi di incorniciatura o per scopi ornamentali. Importante come nastro di ricoprimento per telai serigrafici.
Film ultraphan
Film per disegno trasparente alla luce, con un lato lucido e un lato opaco. Tale film serve per la produzione di diapositive dipinte o disegnate e per montaggi di testi e di retinature per matrici da esporre alla luce.
Fiocchi
Materiale per la stampa vellutata. Costituita da fibre naturali o sintetiche ottenute per macinazione o per taglio.
G
Gelatina
Si ottiene dalla pelle e dalle ossa di animali in svariate qualità. Per la tecnica serigrafica sono soltanto usate gelatine pregiate in polvere.
Glicerina
Olio incolore e plastico. Si ottiene dalla saponificazione di grassi mediante alcali. Si usa come ammorbidente per soluzioni di riproduzione e come agente ritardante dell'essiccazione per inchiostri.
L
Lacca per correzioni
Lacca idrosolubile per matrici fotografiche.
P
Perlon
Materiale artificiale e sintetico per tessili. La sua materia prima sono fibre di poliammide. Alta elasticità, scarsamente idrofilo, resistente agli alcali ma aggredibile dagli acidi. Resistente fino a temperature da 100 a 120 °C. Con il perlon si ottengono tessili e tessuti tecnici, e si producono tessuti per setacci con grande stabilità e finezza.
Permangano di potassio
Cristalli viola scuro. Agente ossidante. In serigrafia viene usato per la discrostazione e la correzione di matrici fotografiche.
Pietra pomice
Roccia vulcanica. Agente di pulizia in polvere per matrici serigrafiche ed anche come prodotto per irruvidire i tessuti di perlon e di nylon.
S
Seta
È prodotta da alcune farfalle durante la trasformazione in crisalide. Per la composizione con i telai, oggi, a causa della sua delicatezza e dell'insufficiente finezza, viene usata solo per lavori serigrafici grossolani. Il tessuto di seta più fine ha 77 fili, mentre i tessuti sintetici raggiungono una finezza di 200 fili/cm.
Soda caustica
L'idrossido di sodio diluito in acqua produce la soda caustica. Questa, in soluzione al 10%, è usata per la disincrostazione e la pulizia delle matrici serigrafiche.
Spray adesivo
Un agente adesivo per la carta, che si spruzza sulla superficie da stampare per renderla adesiva. Si usa in sostituzione dei piani pneumatici a vuoto.
T
Tessuto di nylon
Tessuto in materiale sintetico, come il perlon. Fibra artificiale completamente sintetica prodotta in USA.
Tessuto di seta
Esiste nei tipi totalmente annodato e semintrecciato.
Tessuto in poliestere
Tessuto in materiale sintetico. Poco caricabile di elettricità statica e quindi difficilmente permeabile all'inchiostro.
Tessuto poliammidico
Tessuto per matrici serigrafiche ottenuto dalle fibre poliammidiche di nylon e perlon, venduto anche con colorazione di sicurezza antialone nei colori giallo, rosso ed arancione.
Xilolo
Olio volatile eterico dato da benzolo più idrocarburi. Diluente ed agente di pulizia.

 


TECNICA
Matrice
Le matrici utilizzate per la stampa serigrafica possono essere distinte, e suddivise in diverse categorie a seconda dei tipi e dell'uso applicativo differente. 
Alcuni esempi riguardano le matrici eseguite a mano sul setaccio, senza particolari attrezzature, quali le matrici a colla, con emulsioni, di carta, di cera, di lacca, per questi casi specifici la loro applicazione consiste nella realizzazione di una serigrafia artistica, con un risultato di stampa non sempre prevedibile con esattezza. Altri modelli si riferiscono a matrici incollate sul tessuto del telaio, quali le matrici di gomma lacca, con fogli metallici, a rilievo, principalmente utilizzate da pittori, disegnatori di insegne e grafici, e applicate con un risultato di stampa uguale a quello ottenuto con l'intaglio a mano.
Nel caso specifico dei manufatti proposti, le matrici sono ottenute con trasparenze e riportate direttamente sul tessuto del telaio per mezzo del fototrasporto, sono quindi matrici fotografiche, adatte sia per pittori, disegnatori di insegne e grafici, che per l'industria. Tali matrici possono considerarsi universali.

 

    
2009-2010

    
2007-2008

 

Disegno originale
per l'impressione su pellicola film
La matrice base, viene disegnata mediante applicazioni di graphic design, che favoriscono la risoluzione grafica della figura, proponendola con estrema precisione. In seguito alle diverse bozze preparate a mano, viene scelto il disegno che risponde meglio alle caratteristiche tecniche di stampa. A questo punto, si susseguono una serie di matrici di prova, qui riportate, che riflettono le qualità specifiche dell'illustrazione, in funzione alle differenti combinazioni di colore tra tinta propria del disegno e sfondo su cui è inserito.
Ogni anno viene proposta una raffigurazione diversa, realizzata studiando le riproduzioni delle stampe orientali su tessuto di seta, evolvendone il concetto, fino a raggiungere quel singolare grado interpretativo che personalizza e contraddistingue i manufatti realizzati.
Pellicola film
per l'impressione su telaio
Per realizzare matrici attraverso l'esposizione è necessario avere un originale per ogni matrice. Questo originale deve risultare composto da un materiale trasparente, quale la pellicola fotografica, e dalla sovrapposizione di uno strato colorato opaco, che ripropone l'immagine stabilita. Gli originali dovranno essere tracciati con le stesse dimensioni delle immagini da stampare poiché le matrici sono realizzate con esposizioni a contatto. La stesa dell'emulsione gelatinosa, si effettua con una spatola ribaltabile in acciaio speciale e si esegue sui due lati del tessuto montato sul quadro da stampa. Tale emulsione verrà poi livellata accuratamente con un lamierino da tirabozze per evitare formazioni di gocce. Il telaio così sensibilizzato viene poi fatto essiccare in un armadio essiccatoio, o con un phon, sempre tenuto in posizione orizzontale.
Matrice serigrafica
per l'impressione su tessuto shantung di seta 
Una volta realizzato il disegno originale e riportato su pellicola film, la matrice impressa su telaio viene quindi riprodotta.
È possibile utilizzare distinti materiali che si prestano da superficie base per l'impressione, quali carta, vetro, legno, tessuto di seta, cotone, artificiale, e via dicendo. La scelta dell'utilizzo del tessuto shantung di seta, è una scelta mirata, e riguarda soprattutto la volontà di utilizzo di un materiale prezioso su una stampa grezza, evidenziando il contrasto tra tessuto e stampa.
Gli inchiostri per l'impressione saranno anch'essi diversi a seconda dei materiali, che variano le loro caratteristiche a seconda di spessore, assorbimento, colorazione differenti date dai distinti materiali sopra elencati.
La matrice può essere stampata su tessuto shantung di seta, come in questo caso specifico, con inchiostri ad acqua, ripulita ed essiccata dopo l'utilizzo.

Glossario
I
Impressione
Azione di premere un corpo su un materiale in modo che vi lasci la propria traccia. L'impronta, il segno lasciati.
M
Matrice
Tutto ciò che sta alla base di qualcosa. Radice, origine, causa.
Nel caso specifico della matrice disegnata, dispositivo hardware che crea caratteri e immagini grafiche sullo schermo o in stampa come gruppi di punti di una matrice.
P
Pellicola
Nastro di celluloide, di acetato di cellulosa o di altro materiale analogo, ricoperto di emulsione sensibile alla luce per registrare le immagini colte dalla macchina fotografica o cinematografica.
T
Telaio
Macchina per tessere, che produce il tessuto intrecciando la trama con l'ordito. Struttura portante che funge da supporto rigido per lastre di vetro, tele da dipingere, matrici tessute.
Tessuto organza di seta
Prodotto della tessitura, costituito da un insieme di fili intrecciati tra loro in modi diversi. Deriva dalla lavorazione dell'organzino, formato da un filo ritorto in un senso accoppiato e ritorto con un altro filo nel senso opposto.
Tessuto shantung di seta
Prodotto della tessitura, costituito da un insieme di fili intrecciati tra loro in modi diversi. Deriva dal tussah, filo che si ricava dalla dipanatura dei bozzoli prodotti da bruchi che vivono allo stato selvatico.

 


TECNICA
Tessuto seta
La via della seta, a volte chiamata il filo d'oro, fu un'importante rotta commerciale transcontinentale, percorsa da popolazioni nomadi che, per mezzo di carovane, attraversavano via terra regioni differenti per cultura, economia, ideali politici e religiosi. Tale rotta univa due importanti metropoli, Lo-yang e Ch'ang-an, e passando per il deserto di Taklamakan, proseguiva fino ai porti del Mediterraneo orientale.
La forma seres, dapprima creduta di etimologia cinese, è invece da riconnettere alle forme iraniche indicanti l'oro, dalle quali deriva anche la parola tibetana gSer che ugualmente indica l'oro. I seres, in origine, erano uomini considerati quelli dell'oro, cioè i vettori del flusso aureo dalla Siberia verso l'India e l'Iran. Ma con l'accrescersi dell'importanza commerciale della seta e con il predominio dei traffici serici nel volume degli scambi mercantili centro-asiatici, i seres divennero quelli della seta, e il nome fu esteso alla materia che essi commerciavano. La diffusione del nome seres raggiunge il suo apice in epoca augustea, con l'affermarsi della seta come bene di lusso, anche nella società romana.

 

    

 

Storia
Dopo la carta, il più importante contributo della Cina alla cultura materiale dell'umanità fu la seta, sia come manufatto tessile, che come tecnologia di produzione e di impiego. Infatti, è considerata tutt'oggi parte integrante della civiltà e della cultura cinese. Non è un caso che nella storia della Cina, i tessuti di seta venissero associati alla produzione artistica come protezione e custodia di bronzi, avori e oggetti preziosi, come supporto principe della grande pittura aulica in sostituzione alla carta, come materia prima per la realizzazione di vesti ufficiali e da cerimonia. L'apprezzamento della seta, all'interno dell'impero, non si limitava visivamente ad ammirare la lucentezza e la bellezza dei colori e dei motivi, ma coinvolgeva altri organi di senso, quali il tatto, per la piacevole sensazione che i tessuti suscitavano in chi li maneggiava, e l'udito, per il fruscio che le ampie vesti sovrapposte producevano.
Tutt'oggi nella civiltà cinese, la seta è segno di distinzione, è ornamento, è supporto di pensiero scritto e di immagini ideate e sentite. Non si dimentichi che il valore simbolico della seta è evidente e profondo. Nasce, infatti, dal presupposto di un'armonia intercorrente tra vita sociale e vicende cosmiche, un'idea di tipo magico sulla quale si basava l'etichetta di corte. Da questo intrecciarsi di arcane corrispondenze tra uomo e cosmo, regolanti la vita di corte e quella della classe di maggior cultura, ha origine un complesso cerimoniale nel quale le vesti seriche divengono rapidamente elemento essenziale.
Che la tecnica di fabbricazione della seta sia pervenuta sul suolo italiano tramite l'Islam è un dato di fatto accertato, senza però escludere una notevole importazione di stoffe bizantine, prevalentemente di manifattura greca. Rimane comunque un dettaglio importante il fatto che, tra la fine del IX secolo e la metà del XII, alcuni degli artigiani greci presenti in Sicilia, appoggiati dagli imperatori normanni, promulgarono la conoscenza dell'arte serica alle popolazioni locali, conferendo all'isola un'importanza tutt'altro che trascurabile. Grazie al dominio normanno le manifatture seriche di Palermo raggiungono quella stupefacente fioritura che darà vita a un'originale sintesi arabo-normanna, con gli inevitabili innesti bizantini, divenendo temibile concorrente delle stoffe seriche ispano-moresche.
Per ragioni politiche, verso la metà del XII secolo, gli artigiani manifatturieri greci si trasferiscono da Palermo a Lucca, promuovendo quest'ultima al punto da trasformarla in uno dei massimi centri commerciali d'Europa. Sempre negli stessi anni divenne relativamente facile acquistare seta grezza dai mercati della Grecia, dell'Asia minore, dell'Andalusia, e, attraverso il mondo musulmano, anche dalla Cina. Era ormai divenuto possibile organizzare la produzione di seta in un luogo qualsiasi, purché potesse fiorire la coltura del gelso. A Venezia come a Firenze, la lavorazione della seta viene diffusa da profughi lucchesi, anche se le sete fiorentine acquisteranno fisionomia solo a partire dal XV secolo. Per quanto riguarda Venezia, invece, la Serenissima accolse molto volentieri gli esuli, favorendo il loro inserimento nella produzione serica veneziana, perfino come artigiani-padroni di piccole manifatture a conduzione famigliare. Con l'appoggio lucchese e con i nuovi impianti, Venezia si avvia a conquistare quel primato di qualità ed eleganza nell'arte della seta, che conserverà fino alla metà del XVIII secolo, nonostante la concorrenziale rivalità con un'altra importante repubblica marinara, Genova. Infatti, quest'ultima, data la posizione geografica favorevole, instaura una corrente commerciale di intensa esportazione con la Francia dove, alcuni privati, grazie alla protezione della repubblica, impiantano varie fabbriche di tessuti di seta, ad Avignone.
Dal punto di vista tecnico, l'Oriente restava comunque all'avanguardia, se non altro per alcune particolari produzioni che venivano indicate con i nomi di provenienza, oppure con i nomi orientali, come nel caso delle stoffe damascate, per l'appunto di Damasco, o gli ormesini da Ormuz, la seta ghella dal Gilan, regione persiana, la seta massandroni da Mazanderan, altra regione persiana, così come l'amali da Amul, la seta gangia da Ganja, in Georgia, e l'organzino da Urgenji, capitale dell'antico Khwarezm. In modo analogo taffetà, risalente ad epoca più tarda, intorno al XVI secolo, deriva dal persiano tafta, che significa genericamente tessuto, e shantung si rifà alla regione cinese di Shan-tung.
A partire dal XVII secolo, la crisi della seta italiana già evidente in periodi precedenti, si rafforza a causa dell'affermarsi sul mercato europeo di manufatti francesi e inglesi, di cui gli opus anglicanum, di fattura inglese, detenevano un primato invidiabile per la bellezza del disegno e la finezza dell'esecuzione. È comunque doveroso ricordare che la seta nei ricami inglesi viene utilizzata come filo e non come tessuto, con oro e argento filati. In questo stesso periodo, l'arte della seta francese manifesta un proprio gusto, slegato dalla manifattura italiana, soprattutto per merito della Fabbrica Reale di Lione, promossa dallo stato di monarchia assoluta, e considerata industria manifatturiera di elevata qualità tessile, nonché centro principale delle seterie francesi.
Concludendo, si può sostenere la seta come materiale di duplice rilevanza, non solo per gli sviluppi tecnici ad essa legati, ma, parallelamente, per quelli artistici, entrambi esaltati dalla collaborazione e dall'inventiva di maestri artigiani e artisti. Per queste ragioni, è importante ricordare la seta come una materia che ha pesato notevolmente sulla storia mondiale, dalla Cina al resto del mondo.

Struttura
Morfologia
È una fibra naturale di origine animale. Il baco da seta secerne un filamento continuo lungo circa 1,5 Km con il quale forma il bozzolo che gli serve da protezione durante la metamorfosi. Ogni filo di seta è composto da due filamenti di fibroina circondati da un rivestimento di sericina. Sericina e fibroina sono ottenute per polimerizzazione di amminoacidi. Dalla fibroina derivano, per idrolisi, circa 15 diversi tipi di seta, a seconda delle zone di produzione della seta stessa. Al microscopio la fibra ha un aspetto regolare molto simile a quello delle fibre sintetiche. Una caratteristica particolare di questa fibra è data dalla lunghezza del filamento, che può raggiungere facilmente i 700/800 metri, divenendo la fibra animale più lunga. Dall'elevata cristallinità della fibra dipende la sua grande resistenza meccanica.
Fotodegradazione
Come per la lana, le lunghezze d'onda visibili producono uno sbiancamento. Quelle invisibili un ingiallimento attraverso la decomposizione della fibroina, per ossidazione.
Reazione agli agenti chimici
La fibra di seta, trattata con acidi e alcali subisce l'idrolisi del legame peptidico, tra pH 4 e pH 8, in misura diversa a seconda del pH. La degradazione è rivelata da una perdita di resistenza alla tensione e da variazioni della viscosità della soluzione.

Tessili in relazione alla stampa serigrafica
Il mercato dei tessili stampati, dopo la seconda guerra mondiale, ha avuto un enorme sviluppo, non ultimo a causa dei tessuti sintetici.
I tessuti sono costituiti da filamenti che nel corso dei millenni l'uomo ha imparato ad usare come filati. Per prima è stata utilizzata la rafia, in seguito filati a fibre piatte e crini, che vennero successivamente tessuti. La lana delle pecore, i peli di cervi e caprioli, nonché di capre e bisonti, servirono poi come filati. La seta venne scoperta dai cinesi e ricavata dai bozzoli del baco da seta, dai quali si traeva il filato serico. Lino, lana e seta vennero usati per un arco di 1500 anni, fino ad oggi. In tempi più recenti dell'antichità, intorno al XVII secolo, arrivarono dall'Asia i fiocchi di cotone, e presero immediatamente piede anche in Europa. Fu comunque nel XX secolo, che si assistette a un'innovazione tecnica di apprezzabile interesse, riguardante la realizzazione del primo prodotto tessile chimico, una seta artificiale chiamata rayon, dalla quale nacque l'impulso per la creazione della seta di viscosa. La proprietà di questi casi specifici sopra elencati, è data dalla conversione in filato della cellulosa. Oggi la seta artificiale rappresenta un prodotto a sé stante, distribuito sul mercato in larghe quantità, a costo inferiore.
Nel 1937 lo statunitense Carothers scoprì il nylon e Schlack il perlon. Per le fibre sintetiche venne coniato il temine di fibre artificiali che, con l'introduzione di coloranti sempre più perfezionati, si unirono a questi per formare fibre tessili resistenti al lavaggio, alla luce e agli agenti atmosferici.
Le diverse scoperte di materiali artificiali, permisero ai serigrafi di convertire i telai di seta, a maglia più larga e facilmente deteriorabile dagli elementi chimici di pulitura, in telai sintetici, i quali presentavano maggiori capacità di resistenza e durata temporale, oltre alla varietà di maglie reticolari a disposizione, agevolando quella che verrà considerata la stampa industriale, in serie, inevitabilmente a grande scala.
Per il serigrafo artigianale l'impiego della serigrafia per la stampa di tessili non è un lavoro quotidiano, a meno che non decida di investire nelle diverse possibilità di produzione, quali appunto la stampa di bandierine, magliette o trasparenze. Per l'artista decoratore vi sono poi varie occasioni di stampa per tende, arazzi e tessuti di arredamento. In ogni caso, la stampa manuale, fatta da un tecnico artigiano, a produzione limitata, con tutte le sue possibilità di conversione, rimane rara e pregiata, soprattutto se relazionata alla stampa su tessuti preziosi come i diversi tipi di seta. È in questo contesto che la serigrafia artigianale può essere identificata come l'arte dell'errore.

Glossario
B
Bourette
È un filo ottenuto dai cascami. La peluria della parte esterna o interna del bozzolo e i bozzoli danneggiati, dove non è possibile avere la bava continua, viene filata dopo la cardatura. Non presenta caratteristiche di finezza e lucentezza del filo.
Broccatello
È un tessuto della famiglia dei lampassi che si compone di un effetto di raso in rilievo e di un effetto di trama lanciata legata dall'ordito di legatura. Il broccatello è caratterizzato dall'impiego di una trama di fondo in lino che permette, per mezzo di tensioni appropriate dei fili di ordito e delle trame, di ottenere un rilievo molto accentuato degli effetti di raso. Di qui il nome che sottolinea la sua somiglianza, in tono minore, a tessuti broccati. Fu prodotto in Italia e Spagna a partire dal XVI-XVII secolo.
Broccato
Erroneamente si definiscono molti tessuti solo col termine broccato. Si deve parlare invece, più correttamente, di tessuti broccati, che possono essere: taffetà, rasi, lampassi, damaschi, velluti, e via dicendo. Quando cioè in un'armatura di fondo semplice o complessa, vengono introdotte una o molte trame supplementari, spesso in oro e argento, ma anche in seta, che si limitano a intervenire in parti definite del disegno. Tra le diverse parti del motivo, le trame broccate restano spesso slegate al rovescio.
C
Crêpe
È un filato simile all'organzino, ma più fittamente ritorto. Nello specifico, da 16 a 32 giri al cm. Tessuto formato con fili di crespo.
D
Damasco
Tessuto operato che si compone di un effetto di fondo e di un effetto di disegno prodotti dalla faccia-ordito e dalla faccia-trama di una stessa armatura. I damaschi così composti danno dei tessuti a decorazione reversibile, dove, su una faccia gli effetti di disegno si staccano per il loro aspetto opaco su fondo lucido, sull'altra faccia per il loro aspetto lucido su fondo opaco. Furono perciò detti tessuti senza rovescio. Sono chiamati classici o rasi, quelli che usano appunto solo l'armatura in raso.
F
Filato
Prodotto della filatura in forma di filo continuo, più o meno sottile e resistente.
L
Lampasso
Tessuto operato nel quale il disegno è ottenuto essenzialmente per effetti di trame, normalmente legate in taffetà o diagonale da un ordito di legatura. Esse si staccano dall'armatura di fondo, formata da un ordito e trama di fondo. Questo tipo di tessuto, che si presta all'impiego di numerose trame di fondo, lanciate e broccate, ha avuto una larghissima diffusione nella storia dell'industria della seta. Infatti, vennero tessute con la tecnica del lampasso, stoffe definite con svariate terminologie: diaspri, baldacchini, e via dicendo. Furono inoltre indicate con il nome di lampasso alcune stoffe genovesi da parato, a grandi disegni, del XVIII secolo.
O
Ordito
L'insieme dei fili longitudinali che compongono il tessuto.
Ordito di legatura
Ordito supplementare destinato solo alla legatura di trame addizionali.
Ordito di pelo
Ordito supplementare destinato a formare la particolare superficie, il pelo per l'appunto, nei velluti.
Organzino
È formato da un filo ritorto in un senso accoppiato e ritorto con un altro filo nel senso opposto. Nello specifico, 4 giri al cm, viene usato per l'ordito.
R
Raso
Tessuto ad armatura semplice, caratterizzata da una superficie piana e lucida. In essa, infatti, i punti di legatura sono spaziati in tutti i sensi, in modo da essere dissimulati dalle slegature dei fili adiacenti.
Ritorto per trama
È composto da uno o più fili e ritorto in un solo senso. Nello specifico, da 8 a 16 giri al cm.
Ritorto singolo
Filo ritorto in un solo senso con un numero di torsioni variabili a secondo della qualità. Adatto per tessuti lisci e sottili.
T
Taffetà
È il tessuto con l'armatura più semplice dalla quale derivano tutte le altre. Il suo rapporto è limitato a due fili di ordito e due di trama, e in essa tutti i fili di ordito dispari si sollevano al passaggio delle trame dispari, e tutti i pari al passaggio delle trame pari. Il termine, dall'etimo persiano taftah, ossia intrecciato, è attestato a partire dalla fine del XIV secolo.
Tessuto
Manufatto ottenuto mediante l'intreccio a telaio di filati.
Trama
Filo trasversale che compone il tessuto.
Tussah
È un filo ricavato dalla dipanatura dei bozzoli prodotti da bruchi che vivono allo stato selvatico.
V
Velluto
Tessuto composto da due orditi. Uno di fondo, che serve per formare l'armatura di fondo, e uno detto di pelo per la formazione della superficie vellutata. Questi orditi si tessono inserendo ogni due, tre, quattro passaggi di trama, un'asticciola metallica chiamata ferro da velluto, sul quale slega l'ordito di pelo. Secondo il tipo di ferri impiegati si possono avere: velluti ricci o velluti tagliati. Usando uno di questi due tipi base si ottengono i velluti operati, che sono: tagliato (a inferriata), alto-basso, cesellato, ricamo. Il termine velluto deriva dal latino vellus, ossia vello, attestato dagli inizi del XIV secolo. Il velluto, come chiaramente indica il suo etimo, pare essere l'unico fra i tessuti più antichi di origine occidentale.

 


TECNICA
Taglio
Il taglio rappresenta una componente essenziale della progettazione dei manufatti. La direzione intrapresa considera soprattutto l'aspetto pratico e tangibile del prodotto finito, in rapporto a un gusto estetico che tiene conto di caratteristiche ben delineate, proprie del lavorato, quali: l'adattabilità del tessuto shantung di seta, sia per quanto riguarda il taglio nello specifico, che per l'impressione serigrafica recepita dalla stoffa, la trasformazione dell'oggetto in altre fogge, la sua vestibilità, il rapporto con la cucitura, la sostituzione di chiusure consolidate come bottoni e cerniere, con lacci di diverse dimensioni e lunghezze, adattabili a seconda delle esigenze. Tutti elementi indipendenti, comunque legati dalla forte rispondenza col principio base, necessario alla composizione dei lavorati e dettato dalla sobrietà.
La linea seguita è il risultato di una ricerca sull'essenzialità, in riferimento a un carattere formale che contraddistingue un'opera dall'altra, individuando in ognuna un linguaggio proprio. Il metodo pensato per l'impostazione del taglio, si attiene a un'idea di base che unisce e delimita allo stesso tempo i confini del manufatto in sé, valorizzandone le caratteristiche precedentemente elencate, e sviluppandone le potenzialità. Tale metodo, consiste nell'identificazione di un sistema di taglio a incastro, che agevola l'unione di parti diverse della stoffa per mezzo di una tecnica di cucitura doppia, utile a una maggiore resistenza del prodotto finito, in cui la precisione dell'operatore svolge un ruolo determinante.
Le caratteristiche prese in considerazione per la progettazione dei manufatti, vengono di seguito riportate, con rispettiva spiegazione:
Essenzialità
Non è una delle peculiarità funzionali e artistiche, bensì la qualità primaria, che elimina dal manufatto l'uso o l'abuso di qualsiasi elemento ornamentale, evidenziandone l'assoluta basicità. Tale attributo, annulla ciascuna azione estranea al carattere fondamentale del lavorato, per seguire un percorso privo di affettazione, estremamente pratico, consigliato dall'effettiva semplicità del lavorato stesso.
Trasformazione
Rende evidente il lato compositivo del progetto in sé, quest'ultimo rafforzato e valorizzato dal cambiamento di forma del manufatto. Nel caso specifico, il concetto di mutazione si amalgama perfettamente al significato di utilizzo diverso del lavorato. Infatti, grazie a tale incastro, la creatività dell'opera trasla dal progettista al fruitore, quest'ultimo regista della trasformazione individuale del manufatto, modellato a proprio gusto estetico.
Fronte/retro uniformi
Solitamente i tagli canonici presentano un davanti e un dietro, per quanto riguarda il modello-base di riferimento. Questa struttura, consolidata nel tempo, ha una motivazione plausibile e decisamente funzionale che risponde alle caratteristiche fisiche del corpo umano, in quanto differente nella parte anteriore rispetto alla posteriore. Per le fogge studiate e qui presentate, la differenza fronte-retro viene abolita, e superata non solo grazie al taglio lineare, ma anche alle proprietà duttili del tessuto di seta a disposizione, alla volontà di cambiamento rapido, e alle proposte di trasformazione.
Lato mobile
Grazie all'abolizione di fronte-retro del lavorato, anche la questione laterale acquista rilievo, se non altro per il fatto che non necessariamente dev'essere identificata come tale. Sempre in riferimento a dettami canonici, la cucitura viene solitamente posta in corrispondenza dell'area laterale. Nel caso specifico dei manufatti qui presentati, tale area, può subire traslazioni e porsi centralmente, evidenziando con maggior enfasi la contrapposizione di tessuti diversi, per quanto riguarda le stoffe bi-crome, e promuovendo la presentazione estetica della stampa serigrafica manuale, su entrambi i fronti (davanti-dietro).
Cucitura doppia (o all'inglese)
Unisce due o più stoffe della medesima foggia o di fogge differenti. La caratteristica predominante di tale cucitura riguarda la successione del punto dritto in doppia linea, data da un fattore funzionale dettato dalla necessità di maggiore resistenza del tessuto nei punti di giunzione, oltre che dall'inevitabile costruzione dell'incastro premodellato, e dal gusto puramente estetico.
Laccio sostitutivo a bottoni e cerniere
La sua funzione è evidente, e riguarda la chiusura del manufatto. Tale oggetto, dovendo contenere corpi differenti, necessita di un elemento di allacciatura non necessariamente ornamentale, come bottoni e cerniere. Quest'ultimi, oltre a svolgere la loro funzione, rivestono anche un ruolo decorativo proprio, estraneo al lavorato, perciò privo di utilità per l'idea generale di progetto, a differenza del laccio, che diviene parte integrante ad ogni prodotto realizzato.

Taglio Fasciata
Questo taglio è pensato come doppio. Ossia, per rispondere a esigenze di maggior capacità elastica del tessuto, legato alla funzione di oggetto di supporto e quindi al peso da contenere, oltre che per un fattore di conversione prettamente estetica, viene promossa la vestibilità double-face. In questo caso specifico, il taglio è progettato per porre in evidenza un rapporto doppio, non solo tra organze di seta di differente fattura, ma anche tra colori diversi appartenenti allo stesso tessuto, presentando in entrambi i casi, due dritti dissimili, anziché un fronte e retro, utilizzati in modo diverso a seconda dell'abbigliamento indossato, o del particolare contesto.

Taglio Sacco
Questo taglio è presentato come lineare 'chiuso'. Ossia, per rispondere a esigenze di maggior comfort, di vestibilità compatibile a corpi differenti, legata alla trama doppia del tessuto shantung e ai suoi effetti cangianti, oltre che per un fattore di conversione prettamente estetica, viene promossa la foggia di costruzione lineare. In questo caso specifico, il taglio è progettato per porre in evidenza la capacità di cambiamento del manufatto, in rapporto non solo all'adattabilità a corporature eterogenee, con esigenze completamente dissimili le une dalle altre, ma anche all'abolizione di elementi accessori di chiusura, quali bottoni e cerniere, non necessari alla costituzione del manufatto in sé.

Taglio Spacco
Questo taglio è presentato come lineare 'aperto', con spacco. Ossia, per rispondere a esigenze di maggior comfort, di vestibilità compatibile a corpi differenti, legata alla trama doppia del tessuto shantung e ai suoi effetti cangianti, oltre che per un fattore di conversione prettamente estetica, viene promossa la foggia di costruzione lineare. In questo caso specifico, il taglio è progettato per porre in evidenza la capacità di cambiamento del manufatto, in rapporto non solo all'adattabilità a corporature eterogenee, con esigenze completamente dissimili le une dalle altre, ma anche all'abolizione di elementi accessori di chiusura, quali bottoni e cerniere, non necessari alla costituzione del manufatto in sé.

Taglio Tascata
Questo taglio è pensato come doppio. Ossia, per rispondere a esigenze di maggior capacità elastica del tessuto, legato alla funzione di oggetto di supporto e quindi al peso da contenere, oltre che per un fattore di conversione prettamente estetica, viene promossa la vestibilità double-face. In questo caso specifico, il taglio è progettato per porre in evidenza un rapporto doppio, non solo tra shantung di seta di differente fattura, ma anche tra colori diversi appartenenti allo stesso tessuto, presentando in entrambi i casi, due dritti dissimili, anziché un diritto e un rovescio, utilizzati in modo diverso a seconda dell'abbigliamento indossato, o del particolare contesto.

Taglio Rigata
Questo taglio è pensato come doppio. Ossia, per rispondere a esigenze di maggior capacità elastica del tessuto, legato alla funzione di oggetto di supporto e quindi al peso da contenere, oltre che per un fattore di conversione prettamente estetica, viene promossa la vestibilità double-face. In questo caso specifico, il taglio è progettato per porre in evidenza un rapporto doppio, non solo tra organze di seta di differente fattura, ma anche tra colori diversi appartenenti allo stesso tessuto, presentando in entrambi i casi, due dritti dissimili, anziché un fronte e retro, utilizzati in modo diverso a seconda dell'abbigliamento indossato, o del particolare contesto.

Glossario
C
Cimosa
Estremità laterale delle stoffe, di tessuto più spesso e di colore leggermente diverso.
Cucitura
Seguito di punti usati per cucire, e linea che ne risulta.
D
Double-face (doppia faccia)
Tessuto che ha, anziché un dritto e un rovescio, due dritti diversi tra loro per colore, disegno e tessitura.
F
Foggia
Forma con cui si presenta esteriormente un oggetto, estendibile al modo di vestirsi.
G
Greggio (grezzo)
Di elemento, oggetto o prodotto non lavorato, non raffinato.
L
Laccio
Legaccio che svolge la funzione di chiusura di un capo.
O
Organza di seta
Tessuto di seta, sottile e trasparente, ad armatura tela, realizzato col filato di seta organzino. Il suo nome deriva da Urghenz in Turkestan, anche se la maggiore produzione proviene da due importanti centri produttori: dalla provincia di Zhejiang, in Cina, e da Bangalore, in India.
Orlo
Bordo estremo, ottenuto ripiegando la stoffa su se stessa e cucendola a soppunto o a macchina.
Orlo a giorno
Punto traforato.
P
Punto dritto
È il punto base. Si presenta solo in lunghezza, e la sua estensione può subire variazioni a piacere. Viene utilizzato soprattutto per orlature, per cuciture singole o doppie, ma anche in ambiti specifici come l'impuntura di colletti e l'inserimento di cerniere lampo.
S
Shantung di seta
Tessuto di seta greggia, a trama e superficie diseguale, originario della regione cinese Shan-tung da cui prende il nome, e dov'era inizialmente prodotto. Deriva dal filo di seta tussah, ricavato dalla dipanatura di bozzoli prodotti da bruchi che vivono allo stato selvatico.
Soppunto (o sottopunto)
Cucitura all'orlo ripiegato di una stoffa o in una piega interna del tessuto, realizzato senza che i punti siano visibili.
Sopraggitto
Cucitura eseguita da sinistra verso destra, a piccoli punti lenti, per unire due lembi di tessuto.

 


TECNICA
Involucro
Il contenitore è inevitabilmente legato al contenuto. Ciò significa che anche l'involucro dev'essere progettato in funzione al manufatto da contenere.
Si è pensato quindi all'utilizzo di un oggetto estremamente ordinario, di uso comune, da contrapporre a un lavorato di pregiata tessitura, realizzato a mano, con stampa serigrafica artigianale. Tenendo ovviamente conto delle esigenze pratiche da rispettare, riguardanti la capacità di contenimento delle diverse dimensioni dei manufatti, il facile trasporto, e l'immediata conoscenza tecnica del lavorato accolto, tali esigenze hanno trovato adeguata corrispondenza nel tubo di cartone.

 

    

    

 

Tubo di cartone
Di svariate dimensioni, a seconda delle necessità, i tubi di cartone si presentano come supporto estremamente plastico, se non altro per i distinti formati, adattabile a lavorati differenti.
Ogni tubo presenta sopra una delle due estremità circolari il numero di tiratura limitata del manufatto contenuto, e le sue rispettive indicazioni tecniche: nome, taglia, colore. Così da favorire una più rapida lettura e organizzazione spaziale della procedura di contenimento.